La fortuna e l'eredità di Raffaello a Milano: una mostra al Castello Sforzesco


Fino al 30 maggio una mostra al Castello Sforzesco indaga la fortuna e l’eredità di Raffaello a Milano: in particolare, attenzione allo sguardo del grande neoclassico Giuseppe Bossi.

Fino al 30 maggio apre al pubblico Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano, progetto espositivo ed editoriale che prende avvio dalle collezioni del Castello Sforzesco, da una parte celebrando il divin pittore e dall’altra raccontando la figura di un artista e intellettuale che ancora offre spunti di grande novità. A partire da un prezioso nucleo di opere, la mostra si propone di portare all’attenzione del visitatore un particolare aspetto della fortuna di Raffaello (Urbino, 1483 - Roma, 1520) a Milano tra la fine del Settecento e il principio dell’Ottocento: la ricezione attraverso l’arte, il gusto collezionistico e gli scritti di una personalità di spicco in quell’epoca. 

Accompagna la visita anche un tour virtuale per scoprire il mito di Raffaello attraverso lo sguardo del grande artista neoclassico Giuseppe Bossi (Busto Arsizio, 1777 - Milano, 1815), nei suoi disegni e nella sua collezione, tra opere su carta e maioliche: un percorso offline e online che permette di capire in che modo l’eredità del genio urbinate venne raccolta, custodita, tramandata dal pittore, scrittore e collezionista. Scopri la mostra grazie al virtual tour realizzato da SkiraLiving3d, grazie a una ricostruzione digitale che replica fedelmente lo spazio fisico, accessibile tramite smartphone, pc e tablet.

In occasione del cinquecentenario della morte di Raffaello, le città di Milano e di Brescia hanno realizzato un significativo progetto scientifico ed espositivo, Raffaello. Custodi del mito in Lombardia, che presenta una lettura peculiare del mito dell’artista urbinate: due mostre realizzate in forte collaborazione e connessione tra il Castello Sforzesco e Fondazione Brescia Musei che rivelano come la potenza iconica di Rafaello si e riverberata nel corso dei secoli e ha trovato custodia e risonanza nell’opera di artisti, intellettuali, collezionisti che ne hanno tramandato il segno, tra fine Settecento e Ottocento. Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura Comune di Milano.

Come tutti sapranno, il Castello Sforzesco di Milano ha il privilegio di conservare tra le sue mura l’eccezionale testimonianza della presenza di Leonardo da Vinci alla corte sforzesca nella Sala delle Asse e l’altrettanto celebre Pieta Rondanini, ultimo gruppo marmoreo scolpito da Michelangelo. Nelle raccolte del Castello però e assente il nome di Raffaello Sanzio, se non attraverso la sua fortuna presso incisori, maiolicari e disegnatori di tutti i tempi. Per questo abbiamo sentito forte l’esigenza di celebrare Raffaello in occasione del cinquecentenario della morte e lo abbiamo fatto con un percorso attraverso l’opera grafica e le raccolte del pittore bustocco Giuseppe Bossi. Claudio Salsi, curatore della mostra e direttore Area Soprintendenza Castello Musei Archeologici e Musei Storici

Il percorso si sviluppa da una selezione di disegni realizzati da Giuseppe Bossi (1777-1815) e ispirati sia a opere di Raffaello, nei quali l’imitazione non si limita al soggetto e alle modalità compositive ma abbraccia la tecnica, sia ad alcuni fogli oggi riconosciuti come copie antiche ma all’epoca ritenuti originali. In particolare da una rassegna delle carte del periodo della maturità dell’artista si evidenzia, rispetto all’attività giovanile con le copie dal vero degli affreschi delle Stanze Vaticane, una personale rielaborazione secondo un codice stilistico a tratti di grande modernità. In questi disegni ricorrono soggetti, come putti e amorini, che il visitatore ha l’opportunità di riconoscere anche nelle incisioni di Marcantonio Raimondi realizzate su disegno di Raffaello, custodite presso la Raccolta Bertarelli che conserva alcune rarissime prove, e in una serie di maioliche istoriate rinascimentali d’ispirazione raffaellesca, esposte in un’ottica di confronto tra i materiali delle collezioni e selezionate come esempi particolarmente significativi delle dinamiche di ispirazione, circolazione e ricezione dei modelli. Le trenta maioliche con scene di cultura raffaellesca sono realizzate dai più celebri maiolicari rinascimentali di Urbino, che si servivano per la scelta delle iconografie di un vasto repertorio di incisioni di riproduzione, molto diffuso tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo,secondo una pratica iniziata dallo stesso Raffaello.

Giuseppe Bossi dimostra sia nelle sue scelte artistiche sia in quelle collezionistiche un consapevole recupero dell’antico e una profonda ammirazione per i maestri del Rinascimento: l’arte di Raffaello viene riconosciuta da Bossi come quintessenza del bello ideale e viene copiata, meditata e reinterpretata nella sua produzione, in particolar modo nei disegni, in un dialogo continuo e talmente profondo con i soggetti e con la tecnica, da suscitare talvolta anche false attribuzioni da parte degli studiosi.

Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano rappresenta un momento di studio e approfondimento, occasione di analisi del corpus di disegni storicamente catalogati come opere di Bossi, identificandone 90. La mostra si pone come un dialogo tra materie, tecniche, secoli e sensibilità, attraverso disegni, modelli incisi e arti applicate e come una possibilità per il pubblico di avvicinare e scoprire, una volta di più, il patrimonio storico artistico del Castello Sforzesco attraverso le sue straordinariamente varie collezioni,sia in presenza sia online.

Lo studio confluito traccia un ritratto di Giuseppe Bossi pittore, studioso, didatta e collezionista insieme, configurandolo come uno dei più importanti custodi dell’universale mito raffaellesco. Nella sapiente attività di riappropriazione del passato attuata da Bossi si ritrovano valori e consapevolezze che hanno connotato la nostra stessa identità nazionale, in un recupero delle più profonde e originali radici, che rendono la figura del poliedrico artista straordinariamente attuale.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale del Castello Sforzesco.

Nell’immagine: Marcantonio Raimondi, Il Parnaso, da Raffaello (primo quarto XVI sec. Incisione a bulino Milano, Castello Sforzesco, Raccolta Bertarelli, Deposito Museo Poldi Pezzoli)

La fortuna e l'eredità di Raffaello a Milano: una mostra al Castello Sforzesco
La fortuna e l'eredità di Raffaello a Milano: una mostra al Castello Sforzesco


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma