Dal 15 gennaio al 12 aprile 2026 le sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini ospitano il progetto espositivo Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, dedicato all’analisi di alcuni dipinti incompiuti conservati nelle collezioni capitoline. L’iniziativa propone un percorso di lettura che affianca l’osservazione diretta delle opere a un insieme di indagini scientifiche condotte con metodologie non invasive, offrendo al pubblico l’occasione di entrare nel vivo del processo creativo e delle scelte tecniche compiute dagli artisti.
Il progetto è curato da Costanza Barbieri, coordinatrice del Work Package 2 di EAR – Enacting Artistic Research e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme a Claudio Seccaroni dell’ENEA. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’organizzazione è affidata all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito del progetto EAR – Enacting Artistic Research, finanziato dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEU con fondi PNRR. I servizi museali sono curati da Zètema Progetto Cultura, mentre il catalogo è edito da Artemide Edizioni.
Al centro dell’esposizione si colloca il tema del non finito inteso come categoria capace di restituire informazioni fondamentali sulle modalità operative degli artisti e sulla costruzione dell’immagine. Attraverso strumenti di produzione di immagini a scopo scientifico, riflettografia e spettroscopia, le opere selezionate vengono sottoposte a un’analisi che consente di visualizzare elementi normalmente invisibili, come disegni preparatori, pentimenti, variazioni compositive e stratificazioni della materia pittorica. Le indagini, condotte dall’équipe del progetto EAR WP2 dell’Accademia di Belle Arti di Roma, mirano a “mostrare l’opera in corso di realizzazione, come se l’artista fosse ancora al lavoro”.
Il percorso espositivo prende avvio all’ingresso della Pinacoteca, dove installazioni multimediali introducono il visitatore alle fasi di studio preliminari e alle metodologie scientifiche adottate. Questa sezione ha una funzione contestuale e didattica, fornendo gli strumenti necessari per comprendere i risultati delle analisi applicate ai dipinti esposti nelle sale successive. Nella Sala II è esposto l’incompiuto di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, affiancato da un’opera analoga proveniente dalla Galleria Cantore di Modena. Il confronto tra i due dipinti è accompagnato da cornici digitali che consentono di sfogliare virtualmente le immagini del disegno preparatorio, ottenute attraverso tecniche di diagnostica non invasiva. Questa modalità di presentazione permette di ricostruire le diverse fasi di realizzazione delle opere e di ipotizzare una distinzione degli interventi tra maestro e bottega.
La Sala III ospita il Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio, databile tra il 1525 e il 1528. L’opera rappresenta un caso di studio particolare, poiché si configura come un dipinto rimasto incompiuto alla morte dell’artista e successivamente parzialmente ridipinto per modificarne l’originario significato. Alcune parti sono state lasciate irrisolte, rendendo evidente la complessità della sua vicenda esecutiva. Le indagini condotte mediante radiografia digitale, riflettografia infrarossa, fluorescenza UV e MA-XRF consentono di individuare le modifiche apportate nel tempo, tra cui i cambiamenti nello sguardo dell’adultera, nei capelli della figura e nella posizione della mano di Cristo.
La Sala VI è interamente dedicata a Guido Reni e riunisce il gruppo più consistente di opere non finite della Pinacoteca Capitolina. La prima cornice digitale analizza il dipinto giovanile Silvio, Dorinda e Linco, noto anche come Allegoria dell’amore rifiutato. La riflettografia infrarossa rivela un abbozzo tracciato con un medium liquido a pennello per definire i contorni delle figure, mentre la radiografia mette in evidenza una materia pittorica ricca di biacca. Attraverso dissolvenze progressive tra immagini riflettografiche, radiografiche e in luce visibile, il visitatore può seguire le diverse fasi di lavorazione dell’opera.
La seconda cornice digitale è dedicata all’Anima beata, per la quale la Pinacoteca conserva, in un caso eccezionale per Guido Reni, anche il bozzetto. Le analisi condotte su entrambe le opere mostrano un processo esecutivo complesso e caratterizzato da numerosi pentimenti che proseguono senza interruzione sulla grande tela. Le variazioni interessano l’intera figura, dalla postura del corpo alla posizione delle gambe, delle braccia e delle ali, fino al trattamento del panneggio. Particolarmente significativo risulta il confronto tra le riflettografie del dipinto finale e un disegno preparatorio per un Crocifisso, sempre di Guido Reni. La stretta corrispondenza tra le figure e le modifiche apportate suggerisce che l’artista possa aver utilizzato quel disegno come base per sviluppare il progetto definitivo dell’Anima beata. Accanto all’opera è presentato anche un modello tridimensionale del dipinto, realizzato con l’obiettivo di rendere l’opera accessibile a persone con disabilità visiva e ipovedenti. Il percorso dedicato a Guido Reni comprende inoltre un serrato confronto con altre opere della Pinacoteca attraverso macrofotografie di dipinti come Lucrezia, Cleopatra, Gesù Bambino e san Giovannino. Queste immagini consentono di osservare da vicino le pennellate materiche stese rapidamente dall’artista, caratterizzate da un andamento modellante che restituisce un fare pittorico definito quasi impressionistico.
Nel complesso, il progetto Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva propone una lettura del non finito come strumento privilegiato per indagare il lavoro dell’artista nel suo divenire. L’uso di tecnologie e metodologie scientifiche applicate a opere storiche consente di superare una visione puramente formale dell’incompiuto, restituendo invece un’immagine dinamica del processo artistico. L’iniziativa si fonda sull’idea che la diagnostica possa offrire contributi rilevanti allo studio dei procedimenti creativi.
Il tema del non finito attraversa l’intera storia dell’arte, dalla classicità all’età contemporanea. Plinio il Vecchio ricordava come la Venere di Cos di Apelle, rimasta incompiuta, fosse ritenuta superiore per espressione e intensità a molte opere concluse, tanto che nessuno degli allievi osò intervenire per completarla. Questa concezione è stata ripresa da artisti come Leonardo, Michelangelo, Tiziano e Guido Reni, per i quali l’incompiuto implicava una partecipazione attiva dell’osservatore. Di fronte a un’opera non conclusa, lo spettatore è stimolato a colmare mentalmente le lacune, condividendo in modo virtuale il gesto creativo dell’artista, un meccanismo che trova riscontri anche a livello neurologico e che giunge fino alle esperienze dell’arte contemporanea passando per gli impressionisti.
Il progetto espositivo rappresenta uno dei principali risultati del progetto EAR – Enacting Artistic Research, in particolare del Work Package 2 diretto da Costanza Barbieri. Il programma è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso fondi PNRR destinati a partenariati strategici e alla promozione dell’internazionalizzazione della ricerca nel sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. EAR riunisce le Accademie di Belle Arti di Roma, Firenze e Brera, i Conservatori di L’Aquila e Roma, in partenariato con la sezione INFN dell’Università di Roma Tre e con l’Università Politecnica delle Marche, con l’obiettivo di promuovere l’interazione tra ricerca artistica e ricerca scientifica. A completare l’iniziativa è il catalogo, edito da Artemide Edizioni, che raccoglie una serie di saggi dedicati al tema del non finito e alle metodologie di diagnostica non invasiva. Tra gli autori figurano Carmen Bambach, Costanza Barbieri, Roberto Bellucci, Marco Cardinali, Maria Beatrice De Ruggieri, Cecilia Frosinini, Augusto Gentili, Sergio Guarino, Claudio Seccaroni e Luca Tortora.
Orari: Tutti i giorni 9.30 - 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Tariffe:
- € 15,00 biglietto intero non residenti
- € 9,00 biglietto ridotto non residenti
- € 10,00 biglietto intero residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
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