Louvre e Snapchat: sei capolavori rivivono in realtà aumentata


Dal 18 febbraio 2026 il Museo del Louvre e l’AR Studio di Parigi di Snap lanciano “The Incredible Unknowns of the Louvre”, un’esperienza gratuita in realtà aumentata che consente ai visitatori di esplorare sei opere delle collezioni attraverso contenuti digitali accessibili da smartphone.

Dal 18 febbraio 2026 il Museo del Louvre amplia la propria offerta di visita con un progetto in realtà aumentata sviluppato insieme all’AR Studio di Parigi di Snap Inc.. L’iniziativa, intitolata The Incredible Unknowns of the Louvre, introduce un’esperienza interattiva gratuita che consente al pubblico di approfondire sei opere delle collezioni permanenti attraverso contenuti digitali accessibili direttamente da smartphone.

Il progetto rappresenta l’estensione di un programma pilota avviato nel 2023 e dedicato alle opere dell’Antico Egitto. Con la nuova fase, la realtà aumentata viene integrata in modo più ampio nel percorso museale, coinvolgendo capolavori appartenenti a diversi dipartimenti. L’obiettivo è offrire strumenti di lettura aggiuntivi e favorire una comprensione più articolata di opere che, pur presenti in uno dei musei più visitati al mondo, possono risultare meno conosciute per il grande pubblico. L’esperienza si attiva tramite la scansione di un QR code collocato sull’etichetta delle opere selezionate. Una volta avviata l’applicazione Snapchat, i visitatori possono visualizzare ricostruzioni digitali, animazioni e contenuti esplicativi che permettono di rivelare dettagli formali, materiali originari e cromie scomparse nel corso dei secoli, oltre a fornire chiavi di lettura sulle tecniche artistiche e sul contesto storico.

Kore di Samos, anteprima in realtà aumentata
Kore di Samos, anteprima in realtà aumentata

“Con The Incredible Unknowns of the Louvre”, dichiara Antoine Gilbert, Manager dell’AR Studio di Parigi di Snap, “la realtà aumentata diventa uno strumento di mediazione a tutti gli effetti: ci consente di rivelare ciò che il tempo ha cancellato – colori, gesti, tecniche – rispettando al contempo l’integrità scientifica delle opere. All’AR Studio di Parigi la nostra ambizione è supportare le istituzioni culturali inventando nuove forme di condivisione della conoscenza, affinché ogni visitatore possa connettersi in maniera sensibile e contemporanea con questi capolavori”.

“Per rendere il nostro patrimonio condiviso ancora più accessibile”, afferma Gautier Verbeke, Director of Audience Development and Public Engagement del Museo del Louvre, “dobbiamo saper essere visionari e questa collaborazione con Snapchat rispecchia pienamente questa ambizione. La realtà aumentata ci offre l’opportunità di valorizzare opere talvolta meno conosciute dai visitatori, facilitandone la comprensione attraverso formati in linea con gli usi digitali contemporanei. Mettendo in relazione capolavori millenari con le tecnologie più innovative, il museo afferma un approccio audace, responsabile e immediato alla trasmissione culturale”.

Tra le opere coinvolte figura il Codice di Hammurabi, monumento del Vicino Oriente antico che raccoglie quasi 280 decisioni giudiziarie promulgate dal sovrano babilonese. Attraverso la realtà aumentata è possibile esplorare e decodificare il testo giuridico, noto anche per aver formulato il principio “occhio per occhio”, con un supporto che guida nella comprensione dell’iscrizione cuneiforme. Il percorso comprende inoltre il Busto di Akhenaten, proveniente originariamente dal Tempio di Karnak e raffigurante Amenofi IV, noto come Akhenaton. La ricostruzione digitale consente di restituire alla scultura forme e colori originari oggi non più visibili, offrendo una simulazione dell’aspetto che l’opera poteva avere nell’antichità. Un altro intervento riguarda il Ritratto di Anna di Cleves di Hans Holbein il Giovane, tra i principali pittori tedeschi del Rinascimento. L’esperienza in realtà aumentata permette di analizzare la tecnica pittorica e di individuare elementi simbolici e dettagli iconografici non immediatamente percepibili a occhio nudo.

Ritratto di Anna di Cleves, anteprima in realtà aumentata
Ritratto di Anna di Cleves, anteprima in realtà aumentata

La Kore di Samos, statua marmorea offerta alla dea Era nel santuario dell’isola greca, è oggetto di una ricostruzione che restituisce la vivacità cromatica originaria. L’opera, oggi priva della policromia antica, viene presentata con una simulazione che ne mostra l’aspetto di circa 2.500 anni fa. Nella Cour Puget del museo, i Quattro Prigionieri in bronzo di Martin Desjardins sono al centro di un ulteriore approfondimento. Le figure, che in origine circondavano il piedistallo della statua di Luigi XIV in Place des Victoires a Parigi, furono risparmiate durante la Rivoluzione francese, quando la statua del Re Sole venne abbattuta e fusa. La realtà aumentata consente di visualizzare l’opera nel suo assetto originario, ricostruendone il contesto monumentale. Chiude il percorso il bacile noto come Figurine Rustiche, attribuito a Bernard Palissy, artista francese del XVI secolo. L’intervento digitale anima serpenti, lucertole, tartarughe e rane modellati sulla superficie, mettendo in evidenza il naturalismo che caratterizza la produzione dell’autore.

Tutte le esperienze sono state progettate dall’AR Studio di Parigi di Snap in collaborazione con i curatori del Louvre, sulla base di materiali d’archivio e riferimenti scientifici. Il museo precisa che ulteriori contenuti di approfondimento sono disponibili sul sito ufficiale louvre.fr, così da integrare la fruizione in presenza con risorse consultabili online. Il progetto supera inoltre i confini fisici del museo. L’esperienza è accessibile anche agli utenti di Snapchat in tutto il mondo attraverso il carosello delle Lenti o mediante la scansione di banner installati nei pressi del Louvre. In questa versione estesa, la realtà aumentata propone blocchi di marmo animati e un percorso interattivo che consente di svelare le opere in tre dimensioni, con indicazioni sulla loro collocazione nei diversi dipartimenti. Per accedere ai contenuti è necessario scaricare l’app Snapchat.




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