Pamplona, il monumento ai caduti franchisti sarà trasformato in un Museo della Democrazia


A Pamplona, in Spagna, il Comune lancia un concorso di architettura internazionale per un progetto ambizioso: trasformare un edificio controverso, il Monumento ai Caduti dei nazionalisti durante la guerra civile (ovvero i franchisti che vinsero e instaurarono la dittatura) in un Museo della Democrazia.

A Pamplona, in Spagna, nascerà un museo dedicato alla democrazia. È stato lanciato nei giorni scorsi, dal Comune di Pamplona, un concorso internazionale di architettura che dovrà trasformare il Monumento ai Caduti della città in un museo memoriale dedicato alla recupero della memoria democratica e alla denuncia del fascismo. L’iniziativa rappresenta un passaggio centrale nel percorso avviato dall’amministrazione cittadina per ridefinire in modo radicale il significato simbolico di uno degli edifici più controversi della città, legato storicamente all’esaltazione del colpo di Stato del 1936 e del regime franchista.

Il Monumento ai Caduti, risalente al 1942, è infatti un grande edificio che commemora i 4.500 soldati della Navarra, la regione in cui si trova Pamplona, che durante la guerra civile spagnola morirono combattendo per i nazionalisti di Francisco Franco, che avrebbero poi vinto la guerra instaurando la dittatura che durò dal 1939 fino al 1975. Si tratta di un edificio a croce greca improntato su di un severo classicismo. In anni recenti è stato parzialmente risemantizzato: la piazza antistante è stata infatti ridenominata, nel 2015, “Plaza de la Libertad”, ovvero piazza della Libertà, e l’edificio stesso oggi è utilizzato come sede espositiva, ma il suo simbolismo controverso di monumento dedicato ai caduti della fazione alleata coi fascisti e che avrebbe poi instaurato la dittatura non è mai venuto meno, anche perché il Monumento conserva ancora i simboli di epoca franchista (malgrado la rimozione nella Navarra sia obbligatoria per legge: sono stati però coperti). Addirittura, nel 2024 è stata proposta la demolizione del monumento da parte di 31 associazioni. La trasformazione in museo della democrazia potrebbe dunque scrivere il capitolo finale di una storia lunga e dolorosa.

Pamplona, il Monumento dei Caduti. Foto: Cristina Nuñez Baquedano / Comune di Pamplona
Pamplona, il Monumento dei Caduti. Foto: Cristina Nuñez Baquedano / Comune di Pamplona

La presentazione ufficiale del concorso che dovrà trasformare il Monumento è stata affidata a Joxe Abaurrea San Juan, assessore delegato al Governo Strategico, Urbanistica, Abitazione e Agenda 2030 del Comune di Pamplona. La trasformazione del monumento dovrà attenersi rigorosamente a quanto stabilito dall’“Accordo Politico per la Trasformazione del denominato Monumento ai Caduti e la creazione del Centro di Interpretazione Maravillas Lamberto”, approvato dal Consiglio comunale il 6 febbraio 2025, nonché alle indicazioni contenute nel rapporto del comitato di esperti sulla trasformazione del monumento e alla scheda modificata del Catalogo del Piano Municipale. Questi tre riferimenti normativi e programmatici definiscono in modo preciso il quadro entro cui dovranno muoversi i progettisti. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato in due mesi dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Il concorso lanciato dal Comune di Pamplona consentirà di selezionare fino a un massimo di cinque proposte progettuali, che verranno successivamente presentate alla cittadinanza in una fase informativa e partecipativa. I contributi raccolti attraverso questo processo saranno integrati nel progetto tecnico finale che, mediante una procedura negoziata, porterà allo sviluppo delle opere di trasformazione dell’edificio e del suo contesto urbano.

L’intervento proposto mira a una trasformazione radicale della carica simbolica del complesso monumentale. L’edificio dovrà cessare di essere un luogo di celebrazione del golpe militare del 1936 e del franchismo per diventare uno spazio dedicato alla memoria democratica. Il futuro Museo Memorial sarà chiamato a spiegare il ruolo e le responsabilità del “Bando Nacional” (detto anche “Bando Sublevado” dai repubblicani), ovvero dei nazionalisti, chiarendo chi furono, quando agirono e con quali modalità, ma anche a mettere in guardia la società rispetto alla comparsa di nuove forme di fascismo e a promuovere i valori della convivenza civile e dei diritti umani.

Gli obiettivi del concorso si articolano su tre livelli principali. Il primo riguarda la disattivazione simbolica del monumento, attraverso una nuova interpretazione dello spazio coerente con i valori democratici e contemporanei. Il secondo concerne la progettazione del Museo Memorial, che dovrà intervenire in maniera integrata sia sull’edificio sia sul suo intorno urbano. Il terzo obiettivo è la trasformazione della struttura simbolica del paesaggio urbano, modificando le gerarchie esistenti e rendendo più permeabile il collegamento tra i quartieri dell’Ensanche e di Lezkairu.

L’approccio adottato è quello della memoria democratica, che implica un lavoro interdisciplinare capace di coniugare la trasformazione fisica e simbolica dell’architettura con un’analisi critica, teorica e storica del passato. In questa prospettiva, il Museo Memorial si inserirà in una rete più ampia di spazi dedicati alla memoria, affiancandosi ad esempio all’Istituto Navarro della Memoria, contribuendo alla costruzione di un progetto memorialistico unitario per la città e rafforzando l’identità di Pamplona come “Città della Memoria” e come nodo internazionale nel panorama dei musei memoriali.

Tra i criteri di riferimento del concorso figurano l’applicazione dei principi della Carta Internazionale dei Musei Memoriali del Comitato Internazionale dei Musei Memoriali e dei Diritti Umani, la definizione degli assi tematici principali del museo e l’adattamento del progetto agli usi e alle necessità funzionali previste. Le indicazioni contenute nel rapporto tecnico del comitato di esperti sono considerate obbligatorie, con l’eccezione degli aspetti formali dell’intervento e del modello di gestione museale, che mantengono carattere orientativo.

L’ambito del concorso non si limita al monumento, ma comprende anche la Plaza de la Libertad, la parte posteriore del parco di Serapio Esparza e le strade limitrofe. I progetti dovranno quindi affrontare in modo integrato il tema degli accessi e dei servizi agli edifici esistenti, del patrimonio arboreo della piazza e del parco, del parcheggio sotterraneo e dei suoi ingressi, oltre alla presenza della scultura “Coreano” di Jorge Oteiza. Il bando prevede inoltre la possibilità che lo stesso processo di realizzazione dell’intervento diventi parte del percorso di risignificazione del monumento e del suo contesto.

Dal punto di vista economico, ciascuna proposta selezionata riceverà un premio di 20.000 euro, IVA inclusa, per un valore complessivo del concorso che potrà arrivare fino a un massimo di 100.000 euro. La procedura concorsuale si articolerà in più fasi. La prima prevede un concorso di progettazione anonimo, a procedura aperta, con la valutazione delle proposte da parte di una giuria che selezionerà fino a cinque progetti e potrà formulare raccomandazioni e suggerimenti. Le conclusioni della giuria saranno trasmesse ai progettisti selezionati e costituiranno la base per la successiva fase negoziale. Seguirà una fase informativa, durante la quale le proposte scelte saranno presentate pubblicamente dagli autori, consentendo alla cittadinanza di esprimere osservazioni e contributi. La partecipazione pubblica avrà un ruolo centrale nell’individuazione del progetto vincitore e le indicazioni emerse confluiranno in un rapporto tecnico che entrerà a far parte del contratto per la redazione del progetto definitivo e, se previsto, per la direzione dei lavori. La terza fase consisterà in una procedura negoziata senza nuova gara, riservata ai progetti premiati. Le specifiche tecniche e le condizioni contrattuali saranno definite al termine della fase partecipativa e il budget dell’intervento sarà adeguato alla capacità di investimento disponibile.

La valutazione delle proposte si baserà sulla qualità complessiva e concettuale dei progetti. I criteri includono l’adeguatezza rispetto all’obiettivo di disattivare simbolicamente il monumento e trasformarlo in oggetto di musealizzazione, l’idoneità architettonica e funzionale come Museo Memorial, la qualità della proposta urbanistica per la riconfigurazione dello spazio pubblico e la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento.




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