A Firenze si è svolta ieri la presentazione della conclusione dei lavori di restauro della Cappella Corsini nella Basilica di Santa Maria del Carmine, uno dei più significativi esempi di scultura e decorazione barocca presenti in città. L’evento si è tenuto il giorno dopo la ricorrenza di sant’Andrea Corsini, vescovo di Fiesole e figura centrale della spiritualità fiorentina, festeggiato il 6 gennaio. Il restauro della Cappella Corsini costituisce un traguardo di grande importanza nel più ampio piano di interventi sul patrimonio artistico fiorentino delle chiese appartenenti al Fondo Edifici di Culto. L’operazione rientra infatti nel programma di valorizzazione sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha destinato risorse significative alla tutela e al recupero dei beni culturali, con particolare attenzione agli edifici di culto di rilevanza storica. L’intervento ha restituito leggibilità, equilibrio e luminosità ai marmi e agli apparati decorativi concepiti da Giovan Battista Foggini (Firenze, 1652 – 1725), permettendo di apprezzare nuovamente l’unità scenografica della cappella.
Il progetto di restauro è stato reso possibile grazie a una complessa sinergia istituzionale che ha coinvolto diversi enti dello Stato. Il Ministero dell’Interno, attraverso il Fondo Edifici di Culto, ha operato come stazione appaltante e responsabile unico del procedimento per l’affidamento dei lavori. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha seguito la fase esecutiva tramite il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Toscana, le Marche e l’Umbria, mentre il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, ha curato la direzione dei lavori, garantendo il rispetto dei criteri di tutela e conservazione.
Il restauro della Cappella Corsini si inserisce in un intervento più ampio tuttora in corso, che prevede il recupero delle superfici lapidee e decorate delle cappelle del transetto e l’adeguamento degli impianti elettrici, di rilevazione fumi e di sicurezza della sagrestia della basilica del Carmine. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 3.065.380 euro, con ultimazione prevista per giugno 2026. La proprietà dell’edificio è del Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Edifici di Culto, mentre la direzione dei lavori è affidata all’architetto Rosella Pascucci, con il supporto del restauratore Alberto Felici, entrambi della Soprintendenza ABAP di Firenze e Prato.
All’interno di questo quadro, il recupero specifico della Cappella Corsini ha richiesto un investimento di circa 600.000 euro, al netto del ribasso d’asta. I lavori, affidati all’impresa Fratelli Navarra, hanno interessato in modo puntuale e scientificamente rigoroso le superfici marmoree e decorative della cappella. È stata eseguita una delicata pulitura delle superfici lapidee mediante soluzioni di triammonio citrato, che ha consentito di rimuovere depositi e alterazioni senza compromettere i materiali originali. Le fratture e le criticità strutturali sono state consolidate attraverso iniezioni di resine epossi-acriliche e stuccature a base di polveri di marmo, restituendo continuità e stabilità alle superfici. Contestualmente è stato rinnovato il sistema di illuminazione, pensato per valorizzare la lettura delle opere, e sono stati restaurati gli infissi piombati, completando un intervento che ha coniugato conservazione e valorizzazione.
La Cappella Corsini fu concepita per onorare la memoria di Andrea Corsini, vescovo di Fiesole a partire dal 1350. Secondo le fonti storiche e la tradizione, il santo avrebbe espresso il desiderio di essere sepolto nella chiesa del Carmine, ma alla sua morte, avvenuta nel 1374, venne inizialmente tumulato a Fiesole. La leggenda narra che i religiosi carmelitani, con il consenso del fratello Neri, trafugarono il corpo nella notte del 2 febbraio per riportarlo a Firenze. Dopo essere stato collocato per secoli in un monumento più modesto, nel 1653 la famiglia Corsini acquistò la cappella situata nel transetto sinistro della basilica, avviando un ambizioso progetto celebrativo.
I lavori architettonici furono affidati nel 1675 a Pier Francesco Silvani (Firenze, 1619 – Pisa, 1685) e si conclusero nel 1683. La decorazione della cappella venne poi affidata a Giovan Battista Foggini, artista formatosi a Roma e protagonista dell’introduzione a Firenze di un linguaggio barocco dinamico e teatrale, in netta discontinuità con la tradizionale sobrietà locale. A Foggini si devono i tre celebri altorilievi marmorei realizzati tra il 1683 e il 1687, raffiguranti l’Apparizione della Madonna, Sant’Andrea in gloria e Sant’Andrea alla battaglia di Anghiari, quest’ultimo considerato il suo capolavoro. Grazie al restauro, questi rilievi sono tornati oggi pienamente leggibili nella loro complessità formale e narrativa.
A completare il programma decorativo della cappella è la cupola affrescata da Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705) nel 1682, con la volta e i pennacchi che contribuiscono a creare un effetto scenografico di grande impatto. Sebbene gli affreschi fossero già stati oggetto di un restauro negli anni Ottanta del Novecento, l’intervento attuale ha restituito una rinnovata armonia cromatica tra pittura e scultura, esaltata dalla pulitura dei marmi e dal nuovo impianto illuminotecnico.
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