Il Giovane con canestra di frutta di Caravaggio è a New York


Dal 16 gennaio 2026, la Morgan Library & Museum ospita un focus dedicato al capolavoro giovanile di Caravaggio. In mostra, il prestito d’eccezione dalla Galleria Borghese è affiancato da opere che esplorano le radici del naturalismo lombardo e l’eredità artistica del pittore a Roma.

Uno dei capolavori di Caravaggio della Galleria Borghese, il Giovane con canestra di frutta, è a New York dove da domani è al centro di una mostra-dossier alla Morgan Library & Museum, a cura di John Marciari. L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico dal 16 gennaio fino al 19 aprile 2026, non vuole limitarsi alla sola ostensione della tela, ma intende proporre al pubblico un percorso critico composto da altre dieci opere selezionate per contestualizzare la produzione caravaggesca, esaminando sia i modelli che ne hanno influenzato la formazione, sia l’impatto dirompente esercitato sui suoi contemporanei e successori.

Il Giovane con canestra di frutta, dipinto intorno al 1595, è riconosciuto come il punto di svolta che ha dato il via a una vera e propria trasformazione radicale all’interno della pittura italiana. Caravaggio arrivò a Roma portando con sé un bagaglio tecnico e concettuale profondamente radicato nella tradizione del naturalismo lombardo, i cui presupposti risalivano alle ricerche condotte da Leonardo da Vinci durante il suo periodo milanese. Tuttavia, Merisi seppe fondere questa eredità con la sua rivoluzione, capace di rompere l’illusione artistica tradizionale per esaltare apertamente l’artificio proprio del lavoro in studio. “Caravaggio cattura l’immaginazione in un modo che quasi nessun altro artista riesce a fare”, dice Colin B. Bailey, direttore della Morgan Library & Museum. “Siamo eccezionalmente fortunati di poter portare questo capolavoro dalla Galleria Borghese per condividerlo con i visitatori di New York per la prima volta nel XXI secolo, accompagnato da opere che illuminano il suo impatto nel campo della pittura”.

Caravaggio, Giovane con canestra di frutta (1595 circa; olio su tela, 70 x 67 cm; Roma, Galleria Borghese)
Caravaggio, Giovane con canestra di frutta (1595 circa; olio su tela, 70 x 67 cm; Roma, Galleria Borghese)

“Il Giovane con canestra di frutta segna una svolta nella pittura italiana”, spiega Marciari. “È un fulcro tra il naturalismo delle fonti di Caravaggio e i suoi interventi radicali nell’esporre l’artificio della pittura. Vedere questo dipinto nel suo contesto significa comprendere la rivoluzione che rappresenta”.

L’analisi visiva del dipinto rivela un distacco netto dalle figure idealizzate che caratterizzavano la pittura romana dell’epoca. Il soggetto ritratto è un modello di studio catturato sulla tela con estremo realismo: si possono osservare i dettagli delle labbra socchiuse, il rossore delle orecchie e il modo in cui la camicia scivola sulla spalla. Il giovane sembra offrire se stesso all’esame dello spettatore con la medesima immediatezza con cui presenta la canestra di frutta, rendendo il soggetto umano e l’elemento naturale parti di un’unica, intensa indagine sulla realtà fenomenica. Questa impostazione viene ulteriormente approfondita nel percorso espositivo attraverso il confronto con opere precedenti che hanno anticipato tale sensibilità naturalistica. Tra queste figura Quattro stagioni in una testa di Giuseppe Arcimboldo, opera del 1590 circa proveniente dalla National Gallery di Art di Washington, che esemplifica le radici milanesi di questa tradizione. Un altro elemento di grande interesse scientifico è rappresentato dal prestito di un’opera di Annibale Carracci, il Ragazzo che beve, databile intorno al 1583. Questo dipinto, appartenente a una collezione privata e mai esposto in precedenza al pubblico, permette di analizzare le ricerche parallele condotte dal grande artista bolognese sulla rappresentazione dei gesti quotidiani.

Giuseppe Arcimboldo, Quattro stagioni in una testa (1590 circa; olio su tavola, 60,4 x 44,7 cm; Washington, The National Gallery of Art)
Giuseppe Arcimboldo, Quattro stagioni in una testa (1590 circa; olio su tavola, 60,4 x 44,7 cm; Washington, The National Gallery of Art)
Annibale Carracci, Ragazzo che beve (1583 circa; olio su tela, 53 × 41 cm; Collezione privata)
Annibale Carracci, Ragazzo che beve (1583 circa; olio su tela, 53 × 41 cm; Collezione privata)
Gianlorenzo Bernini, Ritratto del cardinal Scipione Borghese (1632 circa; sanguigna e grafite su carta, 252 x 184 mm; New York, Pierpont Morgan Library & Museum)
Gianlorenzo Bernini, Ritratto del cardinal Scipione Borghese (1632 circa; sanguigna e grafite su carta, 252 x 184 mm; New York, Pierpont Morgan Library & Museum)

Per comprendere appieno la genesi dello stile di Merisi, la mostra include anche i contributi dei suoi primi maestri e referenti professionali. Viene esposto un disegno di Simone Peterzano, presso il cui studio Caravaggio compì il suo apprendistato a Milano, insieme a uno studio di Giuseppe Cesari, meglio noto come il Cavalier d’Arpino, nella cui bottega romana il giovane pittore lavorò subito dopo il suo arrivo nella capitale. Sebbene Caravaggio avrebbe in seguito abbandonato la pratica dei disegni preparatori per dipingere direttamente sulla tela, tali lavori sono fondamentali per ricostruire il contesto formativo dei suoi primi anni.

L’influenza del linguaggio caravaggesco è documentata da una serie di opere che testimoniano la potenza dell’impatto avuto sull’arte romana del diciassettesimo secolo. Pittori come Rutilio Manetti e Bartolomeo Cavarozzi proseguirono sulla strada tracciata dal maestro, continuando a svelare la natura fittizia dell’arte attraverso l’impiego di modelli reali e l’enfasi sulle imperfezioni della materia. In mostra si può ammirare uno studio dal vero di Manetti, raffigurante un monaco addormentato contro una pila di libri, realizzato in pietra rossa, e una natura morta di Cavarozzi che riprende il tema della canestra di frutta, evidenziando come la ricerca della verità passasse anche attraverso la rappresentazione del decadimento naturale.

Il percorso espositivo si conclude idealmente con un importante ritratto grafico conservato nelle collezioni della Morgan: il disegno del Cardinale Scipione Borghese eseguito da Gianlorenzo Bernini. La figura di Borghese è centrale per la storia del Giovane con canestra di frutta, essendo stato il collezionista che per primo acquisì il dipinto, inserendolo in quella raccolta che sarebbe poi diventata l’attuale Galleria Borghese, dove l’opera risiede stabilmente dal 1607. La presenza di questo disegno sottolinea il legame storico tra il collezionismo d’élite del Seicento e la conservazione dei capolavori che oggi ammiriamo nei musei internazionali.

L’organizzazione della mostra è il frutto della collaborazione tra la Morgan Library & Museum e la Foundation for Italian Art & Culture (FIAC), con il sostegno di donatori privati quali Gilbert e Ildiko Butler. Il progetto si inserisce nella missione dell’istituzione newyorkese di offrire incontri ravvicinati con le grandi realizzazioni del genio umano, mantenendo viva la memoria storica della civiltà dal 4000 a.C. fino ai giorni nostri.

“La Foundation for Italian Art & Culture (FIAC)”, dichiarano Daniele Bodini, Alain Elkann e Olivia D’Aponte, rispettivamente presidente del CdA, presidente e direttrice esecutiva, “è onorata di aver facilitato il prestito del Giovane con canestra di frutta di Caravaggio dalla Galleria Borghese di Roma alla Morgan Library & Museum di New York, sostenendo sia questa mostra che la pubblicazione che la accompagna. Questo progetto fa seguito alla nostra sponsorizzazione di Pontormo alla Morgan nel 2018-19 e siamo lieti di rinnovare questa preziosa partnership. Il Giovane con canestra di frutta è tra gli esempi più avvincenti delle prime opere di Caravaggio, rivelando sia la sua straordinaria padronanza del dettaglio naturalistico che la sua profonda sensibilità alla presenza umana. La figura, in bilico con un canestro traboccante di frutta matura, trascina l’osservatore in un sottile gioco di luci, ombre ed espressioni, tratti distintivi dello stile emergente dell’artista. Grazie alla dedizione del suo illustre Consiglio di Amministrazione, la FIAC ha il privilegio di sostenere questa mostra, offrendo al pubblico newyorkese un raro incontro con il genio di Caravaggio”.

Per arricchire l’esperienza dei visitatori, la Morgan ha programmato un calendario di attività collaterali che prenderà il via il giorno stesso dell’apertura. Il 16 gennaio 2026 si terrà una conferenza tenuta da John Marciari dedicata specificamente alle fonti e alle influenze che hanno plasmato il Giovane con canestra di frutta. Seguiranno altri appuntamenti, tra cui una visita guidata in lingua spagnola prevista per il 14 febbraio e la proiezione, l’11 aprile, del film Caravaggio diretto da Derek Jarman nel 1986.




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