A Genova la prima grande mostra interamente dedicata a san Giorgio


Fino al 1° marzo 2026 il Teatro del Falcone del Palazzo Reale di Genova accoglie la prima grande mostra interamente dedicata a san Giorgio, uno dei quattro santi patroni di Genova, figura simbolo di protezione e identità civica profondamente radicata nella storia della città.

Fino al 1° marzo 2026 il Teatro del Falcone del Palazzo Reale di Genova accoglie la mostra San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova, a cura di Alessandra Guerrini e Luca Leoncini, Anna Manzitti, Gianluca Zanelli con Michele Bacci, Clario Di Fabio, Michel Huynh, Anna Melograni, realizzata da Ministero della cultura - Musei Nazionali di Genova con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige. Sponsor tecnico Floridia – Allestimenti museali, con il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova.

Si tratta della prima grande rassegna interamente dedicata a san Giorgio, uno dei quattro santi patroni di Genova, figura simbolo di protezione e identità civica profondamente radicata nella storia della città. Fin dal Medioevo la sua immagine si diffonde capillarmente nello spazio urbano e nella cultura visiva genovese: dalle raffigurazioni religiose ai portali dei palazzi, dai documenti ufficiali al gonfalone cittadino, la cui bandiera continua ancora oggi a sventolare sugli edifici pubblici. Patrono dei cavalieri e invocato come difensore contro la peste, san Giorgio intreccia il proprio culto con la storia stessa della Repubblica di Genova, in un legame che si rafforza e si rinnova nel corso dei secoli.

Una ricca selezione di manufatti preziosi, dal Medioevo alla metà del Cinquecento, accompagna il visitatore in un percorso articolato tra dipinti su tavola e su tela, bassorilievi, sculture, oreficeria, stampe, miniature e oggetti decorati, in cui la figura del santo viene riproposta e reinterpretata da artisti e artigiani secondo linguaggi e sensibilità differenti. La vicenda di san Giorgio è protagonista anche di importanti capolavori provenienti da numerosi musei e istituzioni italiani ed europei, con opere di maestri quali Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Carpaccio e Mantegna, accanto a prestiti concessi da Parigi, Bruxelles, Colonia e Amburgo.

Il percorso espositivo, arricchito da approfondimenti video, racconta la creazione del “mito” di san Giorgio, dalle origini come martire di età bizantina fino alla narrazione medievale che lo consacra a santo cavaliere impegnato nella lotta contro il male. Il racconto si conclude con un invito a riscoprire il patrimonio cittadino attraverso una mappa che guida i visitatori alla ricerca delle raffigurazioni di san Giorgio diffuse in città, dai portali quattrocenteschi del centro storico fino alle interpretazioni più recenti nei murales contemporanei.

Maestro del Kyriale K, Kyriale AE (fol. 21 v) (1470 – 1480; miniatura, 630 x 465 mm; Venezia, Abbazia di San Giorgio Maggiore)
Maestro del Kyriale K, Kyriale AE (fol. 21 v) (1470 – 1480; miniatura, 630 x 465 mm; Venezia, Abbazia di San Giorgio Maggiore)
Scudo con san Giorgio che uccide il drago (seconda metà del XV secolo; cuoio, legno, pittura, 69 x 59 x 5,5 cm; Parigi, Musée de Cluny – Musée National du Moyen Âge)
Anonimo artista armaiolo della Sassonia meridionale, Scudo con san Giorgio che uccide il drago (seconda metà del XV secolo; cuoio, legno, pittura, 69 x 59 x 5,5 cm; Parigi, Musée de Cluny – Musée National du Moyen Âge)
Mosaicista bizantino anonimo, San Giorgio uccide il drago (1300-1350 circa; micromosaico su legno e rame, 22 cm (diametro); 1,1 cm (spessore); Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts de Byzance et des chrétientés en Orient)
Mosaicista bizantino anonimo, San Giorgio uccide il drago (1300-1350 circa; micromosaico su legno e rame, 22 cm (diametro); 1,1 cm (spessore); Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts de Byzance et des chrétientés en Orient)

L’esposizione nasce da un lungo lavoro di ricerca che ha coinvolto numerosi studiosi internazionali e istituzioni culturali. L’obiettivo è esplorare la figura del santo e l’ampiezza della diffusione del suo culto in Europa e nel Mediterraneo. Nonostante la fama universale del santo cavaliere, questa è infatti la prima esposizione a lui specificamente dedicata, e non è casuale che abbia luogo proprio a Genova, città che ha profondamente legato il proprio nome a san Giorgio fin dal Medioevo.

Il legame tra la città e il santo si rafforza anche attraverso la tradizione letteraria: è ligure, infatti, il narratore che ha consegnato la versione più celebre della sua leggenda, Iacopo da Varagine, arcivescovo di Genova nel XIII secolo. A partire da questo rapporto privilegiato, la mostra si sviluppa negli spazi espositivi del Teatro del Falcone, dando vita a un itinerario che mette in dialogo opere d’arte e oggetti di provenienza internazionale, a testimonianza di come san Giorgio sia divenuto nel Medioevo una vera icona visiva condivisa da contesti culturali molto diversi tra loro. La varietà dei materiali e delle tecniche artistiche documenta questa ricchezza iconografica, con un percorso tematico piuttosto che cronologico che accosta pittura, scultura, oreficeria, miniatura, ceramica e incisione. L’ingresso alla mostra è segnato da un imponente calco del celebre San Giorgio di Donatello, uno dei capolavori assoluti del Rinascimento, che introduce idealmente il tema dell’eroe classico. A questa opera fa seguito un antico portale quattrocentesco, che richiama immediatamente il contesto genovese e il legame indissolubile tra la città e il suo santo patrono.

Il tema del santo guerriero domina la prima sala, dove sono esposti un’armatura, una spada dell’inizio del Trecento, venerata a Colonia come reliquia del santo, e uno scudo dipinto su cuoio proveniente dal Musée de Cluny di Parigi. In questo contesto trova una delle sue rappresentazioni più compiute il dipinto quattrocentesco di Carpaccio proveniente dall’Abbazia di San Giorgio a Venezia, che raffigura il cavaliere nell’atto di trafiggere il drago.

Nel corridoio successivo il racconto prosegue attraverso due codici miniati del Quattrocento, che testimoniano la presenza della figura di san Giorgio sia nei testi civici, come negli Annales genuenses di Giorgio Stella, sia nei manoscritti con funzione liturgica, come il Kyriale dell’Abbazia di San Giorgio di Venezia. La figura del santo emerge così in una duplice dimensione, religiosa e civile, strettamente intrecciate.

La sala seguente è dedicata al drago, simbolo del male da sconfiggere, rappresentato su materiali e supporti diversi, dalla ceramica ai metalli, fino al marmo. Accanto a opere di grande pregio, trovano spazio anche oggetti di particolare curiosità, come gli antichi acquamanili riccamente decorati o il medaglione della Gilda di san Giorgio di Bruxelles, commissionato dalla corporazione degli arcieri. Tra i capolavori spicca la tavola con San Giorgio e la Principessa di un anonimo pittore bresciano, proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, scelta per l’eccellenza tecnica e la ricchezza dei dettagli iconografici, che riassumono l’intera leggenda sullo sfondo della città liberata.

Tra i prestiti del Musée du Louvre figura un rarissimo micro-mosaico trecentesco con tessere in legno, probabilmente destinato alla devozione privata, che documenta ulteriormente la varietà delle tecniche impiegate nella rappresentazione del santo. Particolarmente significativo è anche il Reliquiario del braccio di san Giorgio, proveniente dal Tesoro di San Marco di Venezia, straordinario esempio di oreficeria e oggetto di una lunga tradizione devozionale.

Il percorso prosegue con una selezione di opere genovesi o di provenienza ligure, a partire dal San Giorgio di Luchino da Milano dal Palazzo San Giorgio, ritenuto il probabile primo gonfalone cittadino. Seguono, tra le altre, una tavola di Niccolò da Voltri, commissionata dalla comunità genovese di Palermo, e il dipinto di Pietro Francesco Sacchi realizzato per la chiesa di Levanto nel 1520, opera che conobbe una complessa vicenda storica tra requisizioni napoleoniche ed esposizioni parigine prima del rientro in Italia nel 1817.

L’ultima sala accoglie un capolavoro assoluto, esposto a Genova per la prima volta: il San Giorgio di Andrea Mantegna, databile tra il 1459 e il 1461. In questa immagine conclusiva il santo, vittorioso e pacificatore, appare come un “Perseo cristiano”, reso con straordinaria maestria pittorica. Il confronto con due piccole opere di scuola ferrarese, di Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti, sottolinea notevoli affinità e dialoghi artistici.

Anonimo orafo francese, San Giorgio e il drago (1385 circa; argento, vermeil, smalto, 57,5 cm (altezza); Seneffe, Collezione della Federazione Vallonia-Bruxelles, in deposito presso il Museo di Oreficeria della comunità francese del Belgio)
Anonimo orafo francese, San Giorgio e il drago (1385 circa; argento, vermeil, smalto, 57,5 cm (altezza); Seneffe, Collezione della Federazione Vallonia-Bruxelles, in deposito presso il Museo di Oreficeria della comunità francese del Belgio)
Andrea Mantegna, San Giorgio (1459-1460; olio su tavola, 66 x 32 cm; Venezia, Gallerie dell’Accademia)
Andrea Mantegna, San Giorgio (1459-1460; olio su tavola, 66 x 32 cm; Venezia, Gallerie dell’Accademia)
Anonimo pittore bresciano, San Giorgio, il drago e la principessa (1460-1465 circa; tempera su tavola con oro a guazzo e foglia d’argento, 168 x 119,5 cm; Brescia, Fondazione Brescia Musei, Pinacoteca Tosio-Martinengo)
Anonimo pittore bresciano, San Giorgio, il drago e la principessa (1460-1465 circa; tempera su tavola con oro a guazzo e foglia d’argento, 168 x 119,5 cm; Brescia, Fondazione Brescia Musei, Pinacoteca Tosio-Martinengo)
Pietro Francesco Sacchi, San Giorgio e il drago (1520; olio su tavola, 228 x 232 cm; Levanto, La Spezia, Chiesa della Santissima Annunziata, proprietà del Comune di Levanto)
Pietro Francesco Sacchi, San Giorgio e il drago (1520; olio su tavola, 228 x 232 cm; Levanto, La Spezia, Chiesa della Santissima Annunziata, proprietà del Comune di Levanto)

Al termine della visita, una mappa della città invita il pubblico a proseguire idealmente il percorso all’esterno, alla scoperta delle numerose raffigurazioni di san Giorgio disseminate in città. La mostra è inoltre accompagnata da una serie di video di approfondimento, con interventi di studiosi che forniscono chiavi di lettura storiche e iconografiche della figura del santo. Particolare attenzione è riservata anche ai più giovani, con strumenti dedicati come un quaderno-gioco e audioguide pensate per la visita in famiglia, per rendere accessibile e coinvolgente la scoperta di uno dei simboli più profondi della storia e dell’identità di Genova.

Il ricco catalogo, corredato da un dettagliato apparato iconografico, è edito da Dario Cimorelli Editore.

Orari: la mostra segue gli orari di apertura dei Musei Nazionali di Genova: martedì dalle 13.30 alle 19; da mercoledì a sabato dalle 9 alle 19. Chiuso il lunedì. Domenica e festivi 2025 / aperto, per gli orari consultare il sito di Palazzo Reale.

Biglietto unico Musei Nazionali di Genova: 12 € (Mostra + Palazzo Reale + Palazzo Spinola); ridotto 2 € per giovani tra i 18 e i 25 anni. Gratuito per minori di 18 anni e aventi diritto

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova
CittàGenova
SedeTeatro del Falcone
DateDal 31/10/2025 al 01/03/2026
CuratoriLuca Leoncini, Alessandra Guerrini, Anna Manzitti, Gianluca Zanelli, Michele Bacci, Clario Di Fabio, Michel Huynh, Anna Melograni
TemiQuattrocento, Genova, Cinquecento, Trecento, Arte antica, Medioevo, San Giorgio



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