Firenze, la Sala della Colonna sarà inclusa nel percorso di visita della Cappella Brancacci


Dal 1° febbraio il percorso museale della Cappella Brancacci e del chiostro di Santa Maria del Carmine include la Sala della Colonna, spazio prima accessibile solo occasionalmente, con affreschi, sinopie e opere di Lippi, Nelli, Starnina e Masolino.

La Sala della Colonna, spazio finora accessibile ai visitatori soltanto in occasioni limitate, sarà aperta stabilmente al pubblico a partire da domenica 1° febbraio, all’interno del percorso di visita della Cappella Brancacci e del chiostro di Santa Maria del Carmine a Firenze. La gestione del percorso, che rientra nel circuito dei Musei Civici Fiorentini, è affidata al Comune di Firenze e alla Fondazione MUS.E. L’inclusione della Sala della Colonna amplia l’offerta culturale del complesso carmelitano, consentendo ai visitatori di accedere a opere fino ad oggi non fruibili in maniera continuativa.

Situata nel primo chiostro del Carmine, tra l’antico e il nuovo refettorio, la Sala prende il nome dalla grande colonna trecentesca al centro dell’ambiente. Alle pareti, affreschi e sinopie staccati provenienti dal chiostro e dalla chiesa sono esposti per la loro rilevanza storica e artistica. Questi lavori costituiscono alcune delle testimonianze più importanti della decorazione primitiva del complesso carmelitano, riaffiorate nel corso delle campagne di ricerca e restauro tra Otto e Novecento. Tra le opere più antiche spicca un affresco di Pietro Nelli raffigurante la Madonna col Bambino in trono, affiancata da quattro santi e due donatori genuflessi, datato intorno al 1381-1385 e rinvenuto durante le ricerche della perduta Sagra di Masaccio condotte nel 1859-1860. Dalla stessa campagna di ricerca proviene un’altra opera, identificata come La conferma della regola carmelitana o come episodio di vita eremitica, attribuita a Fra Filippo Lippi, allora giovane adepto del convento.

La Sala ospita inoltre i resti della decorazione a fresco della cappella di San Girolamo, realizzata tra il 1402 e il 1404 da Gherardo Starnina. Questi frammenti, elegantemente rappresentativi di santi entro edicole architettoniche, sopravvissero alle trasformazioni seicentesche e settecentesche della cappella e furono rinvenuti nel 1932 durante indagini condotte da Procacci. Il Vasari aveva già sottolineato l’eleganza e la leggerezza espressiva di Starnina, definendo la sua pittura “come colui che andava ghiribizzando intorno alle cose della natura”.

La Sala della Colonna nella Cappella Brancacci
La Sala della Colonna nella Cappella Brancacci

Su un’altra parete sono esposte due sinopie, tratti preparatori degli affreschi originari della Cappella Brancacci, staccate durante i restauri degli anni Ottanta. Questi disegni, rappresentanti il Pentimento di Pietro e il Pasce oves meas, sono riconducibili alla mano di Masolino da Panicale, che nel 1424 avviò la decorazione della cappella a partire dalle vele della volta con i quattro Evangelisti. Completa la raccolta della Sala della Colonna l’affresco raffigurante Cristo Crocifisso con tre frati carmelitani ai piedi, attribuito a Paolo Schiavo e databile intorno al 1425, rinvenuto sotto l’intonaco durante i restauri successivi all’alluvione del 1966.

Il percorso di visita della Cappella Brancacci e del chiostro di Santa Maria del Carmine, che include la Sala della Colonna, sarà accessibile tutti i giorni di apertura, con visite guidate in programma ogni giorno e possibilità di approfondimenti sulle connessioni storiche e artistiche del complesso carmelitano. La prima domenica di ogni mese, le visite comprenderanno anche la Cappella Corsini e le cappelle adiacenti del transetto, restaurate grazie ai finanziamenti del PNRR Missione M1C3, Cultura 4.0, Investimento 2.4, con il coordinamento del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto, e l’esecuzione affidata al Provveditorato interregionale per Toscana, Marche e Umbria in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze. Le opere esposte, alcune delle quali di proprietà del Fondo Edifici di Culto, rimangono un riferimento per la conoscenza della pittura dell’epoca e del complesso carmelitano.

Gli orari di apertura della Sala della Colonna coincidono con quelli del percorso museale: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 17, domenica dalle 13 alle 17, con chiusura il martedì. Informazioni e prenotazioni sono disponibili tramite il contatto info@musefirenze.it o al numero 055-0541450. 

Dichiarazioni

“Domenica 1° febbraio, in occasione della Domenica Metropolitana, Firenze celebra una vera e propria ’conquista’ per il suo patrimonio culturale: l’apertura stabile al pubblico della Sala della Colonna, un vero scrigno di tesori, nel complesso di Santa Maria del Carmine”, ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Si tratta di un risultato straordinario frutto di un prezioso accordo con la comunità dei frati Carmelitani e reso operativo grazie alla direzione dei Musei Civici Fiorentini con Fondazione MUS.E. Questo ambiente, che in passato era accessibile solo in via occasionale, diventa da oggi parte integrante e permanente del percorso di visita dei Musei Civici Fiorentini, arricchendo l’offerta che già vanta capolavori assoluti come la Cappella Brancacci e la Cappella Corsini. Grazie alla sinergia tra Comune, Fondo Edifici di Culto e l’importante supporto del PNRR per i restauri della Cappella Corsini, offriamo ai cittadini e ai turisti un percorso di scoperta completo e sempre più affascinante”.

 “Appena insediato ho cercato il contatto con la comunità religiosa del Carmine per valutare insieme la possibilità di inserire nel percorso di visita lo straordinario insieme di opere d’arte custodite nella Sala della Colonna”, ha detto il soprintendente dei Musei Comunali Carlo Francini, “e da oggi possiamo restituire ai fiorentini e alla comunità internazionale questa sala grazie all’impegno dei colleghi dei Musei Civici Fiorentini e della Fondazione MUS.E, e grazie alla straordinaria disponibilità della comunità carmelitana”.

“Visitare la Cappella Brancacci consente di apprezzare uno degli esiti più belli del Rinascimento fiorentino”, spiega Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di Fondazione MUS.E, “tuttavia l’esperienza assume il suo senso più pieno se gli affreschi dipinti da Masolino, Masaccio e Filippino Lippi vengono letti nel contesto della chiesa e del complesso carmelitano. L’apertura al pubblico della Sala della colonna, situata nel chiostro del convento e ricca di capolavori connessi con il luogo, concorre a narrare una storia sempre più ampia nella quale arte e religione si intrecciano, testimoniando quanto il complesso di Santa Maria del Carmine sia stato e sia un polo di riferimento per la città e per la comunità”.




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