Apre la mostra “Dopo Canova”. Ecco le foto delle opere


Apre la mostra 'Dopo Canova. Percorsi della scultura tra Firenze e Roma' a Carrara, a Palazzo Cucchiari. Durerà fino al 22 ottobre.

È stata inaugurata e apre oggi al pubblico la mostra Dopo Canova. Percorsi della scultura a Firenze e Roma, che si tiene a Carrara, a Palazzo Cucchiari, fino al 22 ottobre. Una presentazione, quella che ha avuto luogo nel pomeriggio di venerdì nel cortile del palazzo, all’insegna della sobrietà e dell’eleganza, come è tipico di Palazzo Cucchiari. Ad aprirla è stata Franca Conti, presidentessa della Fondazione Giorgio Conti (l’ente organizzatore, che ha sede nel Palazzo), che dopo una rapida presentazione delle attività della Fondazione stessa ha ringraziato tutti i prestatori (l’Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Antonacci di Roma, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, l’Opera Metropolitana di Siena, la Banca Monte dei Paschi di Siena, l’Accademia di Belle Arti di Carrara, la Collezione Marchini di Carrara, il Comune di Montignoso) e i varî soggetti coinvolti nell’organizzazione della rassegna, e ha quindi introdotto i tre curatori: Sergej Androsov, Massimo Bertozzi ed Ettore Spalletti.

Spalletti ha voluto illustrare al pubblico le ragioni della mostra: esplorare le linee e le tendenze nel campo della scultura a seguito della scomparsa di Antonio Canova. Da una parte, dunque, gli scultori che si sono mantenuti più o meno fedeli al neoclassicismo di Canova e anche a quello, più stringente, di Bertel Thorvaldsen sviluppando le loro riflessioni, mentre dall’altra i fautori del purismo, che partendo da una rilettura dell’arte rinascimentale hanno cercato di avvicinarsi a un più vivo naturalismo, per arrivare fino alle soglie della scultura verista di fine Ottocento. Spalletti ha anche elencato gli artisti che si possono ammirare in mostra, dai già citati Canova e Thorvaldsen a Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani, Carlo Finelli, Giovanni Dupré, Luigi Bienaimé, Tito Sarrocchi, Pio Fedi, Pasquale Romanelli, Luigi Pampaloni, Aristodemo Costoli, Rinaldo Rinaldi, Emil Wolff. “Abbiamo cercato di seguire un filo cronologico”, ha spiegato Spalletti, “suddividendo la sezione romana e quella fiorentina sui due piani su cui la mostra si sviluppa”.

Androsov ha dapprima citato tre opere secondo lui fondamentali per recepire al meglio il messaggio della mostra: si tratta dell’Amore alato di Canova, dell’Ammostatore di Bartolini e della Saffo abbandonata di Giovanni Dupré (alle quali Finestre sull’Arte dedicherà specifici approfondimenti). Lo storico dell’arte russo ha inoltre ripercorso la storia di Palazzo Cucchiari, attivo da appena due anni, ma già capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista grazie a mostre di alto profilo scientifico, tutte volte a sottolineare aspetti dell’arte a cavallo tra Settecento e Ottocento, dalla prima mostra sulla scuola carrarese formatasi sull’esempio di Canova (2015) a quella sugli artisti del Grand Tour (2016). “Da queste mostre”, ha sottolineato Androsov, “Palazzo Cucchiari ha ricevuto un significato proprio, non soltanto italiano ma anche internazionale”.

Infine, Bertozzi ha voluto fornire al pubblico alcuni interessanti punti di vista per meglio inquadrare il contesto entro cui si svolge l’esposizione. “Non c’è dubbio che nella prima metà dell’Ottocento il problema è quello di fare i conti con Canova: la scultura mondiale nella prima metà dell’Ottocento ha il problema di come liberarsi di questa figura, di questo faro, che continua, più che a illuminare, ad abbagliare e a sviare, a nascondere le tracce. La conseguenza di tutto questo è che in Italia e in Europa assistiamo al riaffiorare delle scuole regionali: ognuno prova a cercare le risposte su come rinnovare i linguaggi della scultura nelle situazioni precedenti, che in Italia sono per forza di cose regionali. Questo avviene in maniera più convinta e più ragionata in due luoghi che sono particolarmente importanti per la scultura, ovvero Firenze e Roma”. Il curatore, infine, ha chiuso chiarendo perché sono stati scelti proprio gli scultori che il pubblico potrà apprezzare in mostra: per il fatto che si tratta di figure particolarmente espressive e significative, e perché hanno prodotto una serie di opere che rendono manifesta l’intenzione di leggere questo percorso di affrancamento dalla figura di Canova e di rinnovamento dei linguaggi.

La mostra (sito ufficiale: canovacarrara.it) rimarrà aperta fino al 22 ottobre: il martedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica l’orario è 10-12 e 17-22, mentre il venerdì e il sabato 10-12 e 17-23:30. Ingresso (sempre con audioguida inclusa): 10 euro intero, 8 euro ridotto per ragazzi da 9 a 18 anni, over 65 e soci Touring Club, gratuito per bambini sotto gli 8 anni accompagnati dai genitori, diversamente abili con accompagnatore, giornalisti dell’Ordine. Gruppi da 10 a 29 persone 8 euro con audioguida, più di 30 persone 6 euro con audioguida, scolaresche di ogni ordine ed età 4 euro senza audioguida e due gratuità per gli accompagnatori. Informazioni allo 0585 72355. Finestre sull’Arte è media partner ufficiale.

Una selezione di fotografie di alcune opere in mostra:

Antonio Canova, Monumento funebre a Vittorio Alfieri
Antonio Canova, Monumento funebre a Vittorio Alfieri, dettaglio (1806; modelletto in gesso, altezza 81 cm; Carrara, Accademia di Belle Arti)


Bertel Thorvaldsen, Cupido che suona la lira
Bertel Thorvaldsen, Cupido che suona la lira (1819; marmo, altezza 58 cm; San Pietroburgo, Ermitage)


Lorenzo Bartolini, L
Lorenzo Bartolini, L’Ammostatore, dettaglio (1818; marmo, altezza 128 cm; San Pietroburgo, Ermitage)


Carlo Finelli, Le Tre Grazie
Carlo Finelli, Le Tre Grazie (1853; marmo, 158 x 119 x 67 cm; Roma, Galleria Francesca Antonacci)


Pietro Tenerani, Genio della Caccia
Pietro Tenerani, Genio della Caccia, dettaglio (1824-25; marmo, 92 x 46 x 38 cm; Carrara, Accademia di Belle Arti)


Giovanni Dupré, Amore in agguato
Giovanni Dupré, Amore in agguato, dettaglio (1858; marmo, altezza 66 cm; Siena, Collezione Banca Monte dei Paschi)


Pio Fedi, Nello con la Pia
Pio Fedi, Nello con la Pia, dettaglio (1860; marmo, altezza 85 cm; Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti)


Luigi Bienaimé, Baccante
Luigi Bienaimé, Baccante, dettaglio (1846; marmo, altezza 149 cm; Roma, Galleria Francesca Antonacci)



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