Dopo undici mesi di chiusura e un cantiere che ha coinvolto oltre 1.600 metri quadrati distribuiti su tre livelli, riapre finalmente al pubblico il cuore del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. A partire dal 27 agosto, i visitatori potranno infatti tornare ad ammirare la monumentale sala di Rufus, uno degli ambienti più rappresentativi del complesso museale, che ospita due tra i reperti più significativi della città romana di Sassina: il grande Mausoleo di Rufus e il mosaico policromo del Trionfo di Dioniso.
La riapertura rappresenta la prima tappa del completo riallestimento del museo, il cui termine è previsto tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. A dare nuovo lustro al percorso espositivo è un progetto complesso e articolato, concepito per valorizzare appieno il patrimonio archeologico sarsinate. Il progetto è stato coordinato da Maria Lucia Masciopinto, funzionaria architetta dei Musei Nazionali di Bologna per la Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, anche responsabile unica del procedimento.
La sala di Rufus, completamente rinnovata, si presenta oggi in una veste contemporanea, dove ogni elemento – dalla luce alla geometria degli spazi – è stato studiato con l’idea di mettere in primo piano l’opera d’arte, favorendone la leggibilità e l’esperienza emotiva. Il progetto architettonico, firmato dallo studio BALLETTI+SABBATINI architetti, nasce con l’intento di restituire centralità alle opere attraverso scelte stilistiche chiare, semplici ed eleganti. Lo studio ha già firmato interventi di rilievo come il riallestimento del Museo Ostiense e il nuovo Museo archeologico di Capri alla Certosa di San Giacomo.
Elemento centrale del nuovo allestimento è il progetto illuminotecnico, curato dagli architetti Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, pensato per esaltare l’architettura funeraria e i volumi del Mausoleo. Grazie all’uso di proiettori collocati in più direzioni, con fasci di luce calibrati e diversificati, il monumento viene messo in risalto anche nelle ore serali, visibile dall’esterno attraverso la grande vetrata affacciata su via Lopik. In questo modo, il Mausoleo diventa parte integrante del paesaggio urbano notturno di Sarsina, donando alla città un nuovo punto di riferimento visivo e culturale. L’illuminazione non solo mette in risalto la struttura monumentale ma replica anche la luminosità naturale che durante il giorno filtra dalle finestre, conferendo agli ambienti una continuità percettiva. Nella sala di Rufus, in particolare, il gioco di luci è pensato per restituire profondità e monumentalità al Mausoleo, alto oltre 13 metri, rendendolo visibile anche da chi passeggia all’esterno del museo. Il Mausoleo di Rufus è un capolavoro di architettura funeraria realizzato in piena età augustea, proveniente dalla necropoli di Pian di Bezzo. È un esempio di “mausoleo ad edicola”, caratterizzato da un basamento quadrangolare con iscrizione dedicatoria, un corpo mediano a forma di cella templare con colonnato e una copertura piramidale sormontata da figure mitologiche ibride tra sfingi e arpie. Le due statue maschili sul fronte e le due femminili sui lati arricchiscono la struttura, pensata per celebrare lo status del defunto e della sua famiglia. Ricostruito negli anni Novanta del secolo scorso e collocato nell’attuale sala vetrata, il mausoleo domina lo spazio e accoglie il visitatore con la sua imponente mole. La sua altezza, che supera i 13 metri, e i dettagli decorativi lo rendono uno dei reperti più significativi e spettacolari del museo. L’effetto che suscita nel visitatore è di meraviglia e rispetto, un dialogo silenzioso con il passato glorioso e millenario della città.
Accanto all’intervento architettonico e tecnologico, il nuovo volto del Museo di Sarsina si completa grazie al contributo del FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling, laboratorio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, che ha curato la nuova identità visiva e i supporti alla visita. L’esperienza museale diventa così accessibile, coinvolgente e orientata alla narrazione: il riallestimento prevede un percorso bilingue, un’audioguida e apparati didattici aggiornati, che racconteranno anche le più recenti scoperte archeologiche della città, come quelle del Capitolium.
Il rilancio della sala è accompagnato da un ricco calendario di iniziative ed eventi culturali pensati per accompagnare i visitatori fino alla riapertura completa del museo. Dal 27 agosto inizierà infatti una serie di visite guidate e incontri che animeranno i prossimi mesi. Tra gli appuntamenti di rilievo spiccano l’evento musicale serale del 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, e il ciclo di incontri “Tornando al Museo”, che avrà inizio sabato 25 ottobre con una conferenza dedicata al nuovo allestimento e agli interventi in corso.
Il progetto di riallestimento ha visto il contributo scientifico di numerosi studiosi, tra cui Federica Timossi, Romina Pirraglia, Chiara Guarnieri, Elisabetta Govi, Jacopo Ortalli, Paolo Baronio, Patrizia Maria Laura Cirino, Giovanna Patti, Marco Brunetti, Alessandro Iannucci e Simone Zambruno. Gli interventi di restauro e consolidamento strutturale per il miglioramento sismico sono stati diretti da Massimo Mariani. Il restauro delle superfici lapidee e la movimentazione delle opere sono stati curati da Elena Arlotti, Chiara Carcano ed ETRA S.N.C. Il progetto grafico e l’identità visiva sono stati affidati ad Alessandro Iannucci, Simone Zambruno e Anna Gribovich del laboratorio FrameLAB, mentre la redazione dei testi e degli apparati didascalici è stata frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto anche gli studiosi impegnati nella progettazione scientifica. Alla sicurezza in fase esecutiva ha provveduto Nicola Pero Nullo. Infine, numerose imprese hanno contribuito alla realizzazione degli interventi: Cogen Srl, Grafox Srl, Valeri elettrica, Nuove Superfici, GSA sistemi di sicurezza e Facchini Rimini. Attraverso i canali social del Museo sarà possibile seguire l’evoluzione del cantiere e restare aggiornati su eventi e attività.
“La presentazione in anteprima della nuova illuminazione del mausoleo di Rufus”, dichiara Costantino D’Orazio, Direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, “è un’occasione straordinaria per accendere letteralmente un faro su un museo dal potenziale eccezionale, custode di una collezione che non solo offre la possibilità di ammirare reperti di grande qualità e valore, ma soprattutto racconta le origini di una comunità, quella di Sarsina, a cui il museo è legato profondamente. Per questo motivo, in accordo con il sindaco, abbiamo deciso di organizzare questo evento proprio in occasione della festa di San Vicinio, patrono di Sarsina. Per le sole opere di allestimento sono state impiegate risorse dell’Istituto, della Direzione Generale Musei e del Dipartimento per la valorizzazione del MiC, per un totale di 900.000 euro oltre a quanto già destinato ai lavori di miglioramento sismico (500.000 euro) e agli interventi per la riparazione dei danni causati dall’alluvione del maggio 2023 (100.000 euro). Siamo felici di aver avviato una nuova storia di questo museo, che tra pochi mesi si concluderà con la riapertura dell’intera struttura e di tutte le sale, per essere al servizio della città e di tutti i visitatori che vorranno scoprire una delle collezioni più raffinate, avvincenti e ben raccontate al mondo”.
“Sono molto felice di poter dare nuovamente il benvenuto al pubblico in Museo dopo questo periodo di chiusura”, afferma Federica Timossi, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina, “un anno fa ci preparavamo a ricoverare e proteggere i reperti del Museo in vista dei lavori strutturali di miglioramento sismico, progettati e diretti dall’ ingegnere Massimo Mariani, e oggi potremo mostrarvi la prima sala rinnovata: si sta agendo complessivamente sull’allestimento, con il fine di rendere la comprensione del patrimonio più accessibile e coinvolgente, grazie alla fruttuosa collaborazione tra le professionalità interne ai Musei Nazionali di Bologna - Direzione Regionale Musei Nazionali EmiliaRomagna, un comitato tecnico scientifico dedicato, progettisti esterni, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling, il FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling laboratorio di ricerca del Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna e con il sempre fattivo supporto del Comune di Sarsina”.
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