Dopo oltre due anni di lavori, la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale a Venezia è stata riaperta al pubblico al termine di un articolato intervento di restauro che ha interessato le decorazioni del soffitto, i portali lapidei e i gruppi scultorei monumentali. L’intervento è stato presentato il 5 febbraio 2026 dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e si è concluso ufficialmente il 30 gennaio, dopo l’avvio del cantiere avvenuto il 22 novembre 2023.
La Sala delle Quattro Porte costituisce uno degli ambienti di rappresentanza più importanti del palazzo, sia dal punto di vista simbolico sia per il ruolo funzionale che ha svolto nella vita istituzionale della Serenissima. Progettata nel 1576 da Andrea Palladio e Giovanni Antonio Rusconi, la sala si distingue per la sua architettura solenne e per un apparato decorativo particolarmente complesso, dominato dalla grande volta “alla romana” e dai quattro portali monumentali che danno il nome all’ambiente. Il soffitto è impreziosito da dipinti murali eseguiti originariamente da Jacopo Tintoretto nel 1577, mentre i portali policromi sono coronati da gruppi scultorei realizzati da alcuni dei principali maestri del tardo Cinquecento veneziano: Alessandro Vittoria, Girolamo Campagna, Francesco Caselli e Giulio dal Moro. A questi elementi si aggiungono le finestre lapidee e le tele dipinte a monocromo, che concorrono a definire la ricchezza visiva e simbolica della sala.
L’intervento di restauro ha richiesto un investimento complessivo di 747.000 euro ed è stato reso possibile in larga parte grazie al contributo di Save Venice, organizzazione statunitense senza scopo di lucro impegnata nella tutela del patrimonio veneziano, che ha sostenuto il progetto con 662.000 euro. Il finanziamento è stato completato attraverso ulteriori contributi attivati tramite Art Bonus, tra cui il sostegno di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice, insieme a investimenti diretti della Fondazione Musei Civici di Venezia.
I lavori hanno interessato sia gli aspetti strutturali non visibili del grande soffitto voltato, sia il suo articolato apparato decorativo composto da dipinti murali e stucchi. Parallelamente sono stati restaurati i portali lapidei e i gruppi scultorei, oltre alle finestre in pietra e alle tele monocrome. Una parte centrale del progetto è stata dedicata allo studio delle tecniche esecutive dei dipinti del soffitto, che ha portato a una scoperta di particolare rilievo sul piano tecnico. Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, le decorazioni pittoriche non risultano eseguite ad affresco. Le analisi hanno infatti dimostrato che i colori sono stati applicati a olio su una preparazione a base di gesso e colla, secondo una tecnica più vicina alla pittura su tela che alla tradizione dell’affresco murale. Questa modalità esecutiva, unita a interventi successivi non sempre documentati, ha reso nel tempo più complessa la conservazione delle superfici e ha influito sulla leggibilità delle decorazioni.
Il restauro è stato preceduto da una dettagliata mappatura dello stato di conservazione, accompagnata da ispezioni visive e tattili e da una campagna di analisi mirata a individuare gli strati aggiunti alla pellicola pittorica originale. La fase di pulitura ha comportato la rimozione di una vernice applicata nel Novecento e di alcune ridipinture riconducibili a restauri del secolo scorso. Tutte le operazioni sono state condotte con controlli analitici eseguiti prima e dopo l’intervento, al fine di garantire la massima tutela delle superfici originali.
Nel corso dei lavori sono state eliminate vecchie stuccature ormai degradate, consolidata la pellicola pittorica e trattate numerose fessurazioni e lacune. Successivamente, dopo un ampio confronto iconografico e stilistico con studiosi ed esperti di storia dell’arte, si è proceduto all’integrazione delle parti mancanti e delle abrasioni. L’intervento integrativo è stato eseguito mediante l’uso di colori ad acquarello e a vernice, con l’obiettivo di restituire una lettura unitaria ed equilibrata delle superfici decorate, senza alterare la riconoscibilità delle parti originali.
Accanto agli aspetti strettamente conservativi, il progetto ha previsto anche una forte attenzione alla fruizione pubblica durante le fasi di lavoro. Per tutta la durata del cantiere è stato infatti garantito l’accesso alla sala e la possibilità di osservare le decorazioni, grazie all’allestimento di un laboratorio di restauro visibile. Il cosiddetto cantiere aperto, collocato al piano primo lungo il percorso di visita del Palazzo Ducale, ha consentito ai visitatori di seguire da vicino il lavoro dei restauratori impegnati sulla decorazione parietale dei quattro portali.
“Conservare i nostri tesori è indispensabile per continuare a raccontare al mondo le bellezze e la cultura della nostra città”, afferma Giorgia Pea, Consigliera delegata alla cultura: attività teatrali e cinema. “Venezia e i suoi monumenti vivono a contatto con i residenti e i visitatori che la scelgono come luogo di eccellenza nei loro viaggi. Meritano rispetto ma meritano anche di essere tutelati dalla loro fragilità. Noi non riusciamo a farlo da soli ed è per questo che donazioni di privati che amano come noi la nostra città sono fondamentali. Per questo li ringrazio a nome di tutti per avere ridato, in questo caso, luce agli apparati decorativi del grande soffitto e dei portali della Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale. Ringrazio anche tutti i lavoratori della Fondazione Musei Civici, dal primo all’ultimo, che sono i primi custodi del nostro patrimonio e a chi sceglie tutti i giorni di visitare questi luoghi che oggi come mille anni fa continuando ad incantare”.
“Ogni restauro, ogni intervento nei nostri musei ci ricorda quanto sia immenso, monumentale e, allo stesso tempo, fragile e unico il contesto in cui operiamo: la città di Venezia dove la conservazione dei monumenti è una sfida quotidiana”, dice Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia. “Questo intervento, in particolare, per estensione, varietà e complessità è stato una sfida, resa materialmente possibile dalla generosità dei nuovi mecenati, riuniti dall’indispensabile lavoro di Save Venice, insieme a strumenti vitali come l’Art Bonus, che permette ad aziende di diventare attori principali di restituzioni, essere realmente partecipi al benessere della collettività, supportando i beni artistici. Come Fondazione museale, è bene ricordarlo, il nostro impegno è quello di saper mettere a frutto questa generosità nel migliore dei modi, gestendo oculatamente le risorse, avviando e concludendo i progetti, in modo che gli investitori possano vedere realizzati i propri impegni. Infine, ma non certo per ultimi, ci sono le professionalità di Fondazione e di consulenti esterni che operano sul campo, senza cui tutto questo non sarebbe possibile: architetti, tecnici, restauratori, storici dell’arte, fino all’ottima collaborazione con la Soprintendenza che permette di realizzare in modo efficiente i programmi. Questo è prendersi cura, in modo diffuso e reciproco, del nostro patrimonio”.
“Save Venice”, sostiene Frederick Ilchman, Presidente di Save Venice, “è onorata di aver contribuito alla conservazione della magnifica Sala delle Quattro Porte, capolavoro di architettura, pittura e scultura nel cuore di Palazzo Ducale. Questo importante risultato testimonia la dedizione e la competenza dei restauratori che hanno lavorato in stretta collaborazione con la Fondazione MUVE e la Soprintendenza di Venezia. Esprimiamo il nostro più sentito apprezzamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo intervento ed esprimiamo la nostra più profonda gratitudine ai principali donatori per la loro generosità: il Manitou Fund tramite Nora McNeely Hurley; Karin McKinnell Leidel e Peter Leidel; Gucci; The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice; Patricia Nagy Olsen; Meredith Brown, trustee del Vail Memorial Trust; la James R. Dougherty, Jr. Foundation, Inc. e altri”.
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.Per inviare il commento devi
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