Tutta la creatività dell'essere umano in un solo museo: il Victoria & Albert Museum di Londra


Può un unico museo racchiudere tutta la creatività dell'essere umano lungo cinquemila anni di storia? Questo è proprio l'obiettivo del Victoria & Albert Museum di Londra.

Un grande museo dedicato alla creatività dell’essere umano, e un istituto che, come dichiarato dal suo primo direttore, Henry Cole, vuole essere una “aula scolastica per tutti”: sono questi i presupposti con cui nasceva il Victoria and Albert Museum di Londra, museo dalla storia secolare. La sua attività cominciò nel 1852 come Museum of Manufactures, che aveva sede a Marlborough House, anche se fu poi spostato pochi mesi dopo a Somerset House. Nel 1854 il museo fu spostato in una nuova sede (quella attuale) e fu rinominato South Kensington Museum: l’apertura ufficiale arrivò però il 20 giugno del 1857, alla presenza della regina Vittoria. L’attuale denominazione, dai nomi della regina Vittoria e del principe consorte Alberto, arrivò invece il 17 maggio del 1899, quando la regina posò la prima pietra della facciata principale dell’edificio, progettata da Aston Webb e inaugurata ufficialmente il 26 giugno 1909 da re Edoardo VII e dalla regina Alessandra.

Il Victoria and Albert Museum, chiamato anche più semplicemente V&A, ha una collezione di 2,3 milioni di oggetti che indaga ben cinquemila anni di creatività, e la sua raccolta è focalizzata soprattutto sulle arti decorative: ci sono studi architettonici, arredi, gioielli, tessuti, moda, ceramiche, oggetti di design, ma non mancano importanti dipinti, sculture, fotografie. Un viaggio che va dalle antiche porcellane cinesi fino ai moderni vestiti di Alexander McQueen, passando lungo cinque millenni di storia. Al V&A, tutto ciò che l’uomo ha creato nella storia è documentato. Tra i nuclei collezionistici più importanti figura sicuramente quello dedicato alla gioielleria, con 3.000 pezzi che raccontano la storia del gioiello dall’antichità ai giorni nostri: ci sono anche i gioielli che la regina Elisabetta I concedeva ai membri della sua corte, i diamanti di Caterina di Russia, le tiare in diamante di Cartier, e gioielli creati dai più raffinato orafi odierni. Non meno importante è la collezione di moda, ospitata nella sala 40: ci sono rari abiti del Seicento, accessori per uomo e donna, vestiti contemporanei dagli anni Sessanta in poi con firme di stilisti come Cristóbal Balenciaga, Stella Jean, Alexander McQueen. Il pubblico rimarrà inoltre impressionato dalla collezione di scarpe: ci sono duemila paia di calzature dall’antico Egitto a oggi, inclusi anche alcune sorprendenti scarpe disegnate non solo da grandi stilisti (come Vivienne Westwood, Dolce&Gabbana o Christian Loboutin, di cui è presente l’iconica Fifi), ma anche da artisti (per esempio Zaha Hadid). E, sempre nel campo della moda, qua e là per il museo è possibile incontrare gli abiti da sposa della collezione, che coprono cinque secoli di storia documentando i modi in cui il gusto è cambiato dal Cinquecento fino ai giorni nostri.

La facciata di Aston Webb
La facciata di Aston Webb


Galleria dell'arte medievale e rinascimentale. Foto Brenac
Galleria dell’arte medievale e rinascimentale. Foto Brenac


Sala del Victoria & Albert Museum di Londra
Sala del Victoria & Albert Museum di Londra


Sala del Victoria & Albert Museum di Londra
Sala del Victoria & Albert Museum di Londra


La corte dei gessi. Foto di Colin McLaughlin
La corte dei gessi. Foto di Colin McLaughlin

L’istituto è anche sede della più importante raccolta britannica di architettura: ci sono grandi modelli in gesso, studi, disegni e bozzetti di grandi architetti inglesi e internazionali dal Quattrocento in poi, frammenti di edifici che il museo ha continuato a raccogliere dalla sua fondazione fino a oggi (tuttavia è solo nel 2014 che il V&A ha aperto uno specifico dipartimento di architettura). Tra gli architetti rappresentati figurano Giovanni Battista Piranesi, Francis Fowke, César Pelli e diversi altri. Uno dei fiori all’occhiello del museo è inoltre la sua collezione di arredi, ospitata tra le sale 133 e 135. È una collezione che, secondo il museo, non ha rivali per ampiezza e qualità e si snoda attraverso sei secoli di produzione di arredamento britannica e internazionale, con esemplari da tutto il mondo. Ancora, di grande importanza è la collezione di fotografia, che il museo ha avviato fin dagli inizi (il primo direttore Henry Cole era addirittura un fotografo dilettante). La collezione è partita nel 1856 e comprende oggi 800.000 fotografie dal 1839, anno d’invenzione della fotografia, fino a oggi.

Non manca neppure un’importante collezione di dipinti, erede del Museo di Arte Ornamentale che aveva aperto a South Kensington nel 1857. Ci sono opere fondamentali della storia dell’arte inglese, come dipinti di John Constable e William Turner, il Ritratto di giovane uomo tra le rose di Nicholas Hilliard (il maggiore artista dell’età di Elisabetta I), opere di William Blake, capolavori di artisti internazionali (da Sandro Botticelli a Carlo Crivelli, da Antonio Canova a Perugino) e soprattutto i cartoni per gli arazzi vaticani realizzati da Raffaello Sanzio: furono commissionati da papa Leone X nel 1515, e pervennero poi alla collezione dei reali inglesi (furono portati in Inghilterra da re Carlo I, che dal 1865 li hanno concessi in prestito al Victoria and Albert Museum). Notevole anche la collezione di sculture, che include anche opere di Donatello e Michelangelo Buonarroti.

Il V&A è stato anche il primo museo al mondo ad aprire un dipartimento dedicato alla ricerca, in attività ancora oggi, su diversi campi: dal design alla conservazione, dalla gestione alla didattica. Il dipartimento della conservazione, in particolare, è uno dei più attivi, e può contare su esperti che lavorano su tessuti, ceramiche, vetri, metallo, scultura, carta, dipinti, libri, attraverso tecniche moderne. Importante anche il lavoro che il museo ha fatto sulla digitalizzazione: più di un milione degli oggetti della raccolta, ovvero quasi la metà del totale, si può raggiungere online dal sito web (che permette anche approfondimenti verticali su oggetti normalmente non esposti: ci sono per esempio focus sui cappelli, sugli occhiali, sull’abbigliamento intimo, sull’archivio del Festival di Glastonbury che documenta i suoi cinquant’anni di storia e che dal 2014 è conservato proprio al V&A, e via dicendo).

La collezione del museo è disposta su 145 sale, che ospitano non solo gli oggetti della raccolta ma anche numerose mostre temporanee (generalmente il museo ne organizza una decina ogni anno). Sono inoltre diverse le attività che il museo propone di continuo al suo pubblico. E che lo rendono uno dei musei più amati dal pubblico britannico e non solo, oltre che uno dei musei più visitati al mondo.


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