Come tradizione vuole, il nuovo anno di Finestre sull’Arte comincia con la classifica dei 15 articoli più letti sulla rivista nell’anno passato: anche per questo Capodanno 2026, dunque, vediamo gli articoli più apprezzati e che più hanno fatto discutere nel 2025. Quello che si è appena concluso è stato un anno particolarmente intenso per Finestre sull’Arte: un anno di grandi mostre, di polemiche, scoperte archeologiche sorprendenti e riflessioni sul ruolo dell’arte e dei musei nella società contemporanea. Gli articoli più letti raccontano bene gli interessi dei nostri lettori, equamente divisi tra attualità, passione per le mostre clou dell’anno, approfondimenti storici e prese di posizione critiche su temi caldi del dibattito culturale. Questa classifica ripercorre i quindici contenuti che hanno maggiormente acceso l’attenzione, stimolato discussioni e lasciato il segno.
La scoperta di un rarissimo lingotto di blu Egizio nella Domus Aurea a Roma ha rappresentato un evento di grande rilievo scientifico. Il ritrovamento ha fornito nuove informazioni sulle tecniche pittoriche romane e sull’uso dei pigmenti preziosi negli ambienti neroniani. Il lingotto, di straordinarie dimensioni (15 centimetri, peso 2,4 chilogrammi) è stato scoperto durante alcune indagini archeologiche nella residenza imperiale: un ritrovamento eccezionale, perché di solito questo pigmento si ritrova sotto forma di polvere oppure in piccole sfere.
L’articolo di Ilaria Baratta ha affrontato uno dei miti più persistenti della storia dell’arte: quello dell’artista geniale e sofferente. Attraverso esempi e riflessioni critiche, il pezzo ha messo in luce come nei cieli di Van Gogh, nei colori feriti di Basquiat, nel dramma di Caravaggio ci sia qualcosa che parla direttamente al nostro lato più fragile. Il grande interesse dei lettori dimostra quanto queste storie continuino ad affascinare, ma anche quanto sia necessario leggerle con maggiore consapevolezza storica.
Giudicata miglior mostra del 2025 dalla giuria di qualità di Finestre sull’Arte, la mostra sul Beato Angelico a Firenze, curata da Carl Brandon Strehlke, Angelo Tartuferi e Stefano Casciu, e tuttora in corso a Palazzo Strozzi e Museo Nazionale di San Marco, è stata effettivamente uno degli eventi non solo di quest’anno, ma probabilmente del decennio. La recensione di Federico Giannini ha destato un notevole interesse ed è tra gli articoli più letti dell’anno.
Una delle notizie più attese dell’anno sul fronte delle mostre internazionali. L’articolo ha raccontato brevemente l’arrivo, nottetempo, dei reperti dal Museo Egizio del Cairo a Roma, alle Scuderie del Quirinale, per la mostra Tesori dei Faraoni. Non sono mancati riferimenti alle complesse dinamiche diplomatiche e conservativa che accompagnano operazioni di questo tipo.
Un contributo molto apprezzato per la sua capacità di fotografare il presente senza semplificazioni. L’articolo di Federico Giannini ha analizzato linguaggi, poetiche e contraddizioni della giovane pittura contemporanea. Il successo straordinario ottenuto da questo articolo, con decine di migliaia di letture, dimostra, da un lato, la fame di contenuti sull’arte contemporanea di qualità, che siano in grado di parlare in maniera chiara, elegante, precisa e che riescano a offrire una fotografia di quello che accade in questo settore, e dall’altro quanto ci sia bisogno di strumenti critici per orientarsi in un panorama artistico in continua evoluzione.
Un editoriale di Andrea Laratta nato dall’osservazione di un fenomeno sempre più evidente nelle città d’arte italiane, che sono state assaltate durante i ponti della scorsa primavera. Il pezzo ha denunciato comportamenti irrispettosi dimostrando che si tratta di un problema crescente e ormai insostenibile. Il forte riscontro dei lettori segnala una sensibilità crescente verso la tutela del patrimonio e la qualità dell’esperienza turistica.
L’articolo ha offerto un’analisi dettagliata delle figure chiamate a guidare cinque dei principali musei autonomi italiani che erano rimasti senza direttori: Andreina Contessa per Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello di Firenze, Francesco Sirano per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Federica Rinaldi per il Museo Nazionale Romano, Paola D’Agostino per i Musei Reali di Torino, Simone Quilici per il Parco Archeologico del Colosseo. Un contenuto molto seguito perché cruciale per comprendere le future strategie culturali del Paese.
A giugno, un visitatore di Palazzo Maffei a Verona si è seduto su un’opera di Nicola Bolla, una sedia completamente rivestita di cristalli Swarovski, e l’ha rovinata. A destare la curiosità del pubblico non è stato tanto l’episodio in sé, raccontato da tutti gli organi di stampa, quanto semmai l’articolo di Noemi Capoccia che ha restituito centralità all’artista e al suo lavoro. Il profilo di Nicola Bolla ha permesso di contestualizzare l’opera danneggiata, andando oltre il sensazionalismo. I lettori hanno apprezzato l’approccio che ha trasformato un incidente in occasione di approfondimento.
Un documento raro e di straordinario interesse, capace di intrecciare arte, politica e cronaca giudiziaria. L’articolo di Michele Cuppone ha riportato alla luce un frammento poco noto della vicenda del Caravaggio rubato a Palermo. L’audio ha conferito nuova forza narrativa a uno dei misteri più discussi della storia dell’arte italiana.
Una notizia che ha fatto rapidamente il giro dei media, suscitando reazioni contrastanti. L’assessore all’industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, scivolando sulla scalinata d’onore di Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha rotto la vetrata La Carta del Lavoro, capolavoro di Mario Sironi, che inaugurò la stagione della sua arte monumentale per il regime fascista. Il grande numero di letture dimostra quanto questi episodi colpiscano l’opinione pubblica.
Un editoriale di Federica Schneck che ha preso posizione su uno dei fenomeni più discussi degli ultimi anni. Il pezzo ha definito le mostre immersive come degli eventi a una sola dimensione, quella del consumo rapido: più spettacoli, dunque, che mostre. Il successo dell’articolo testimonia un dibattito ancora aperto tra spettacolo e conoscenza.
Gli articoli sul lavoro nei beni culturali hanno sempre grande successo, dimostrando la fame di lavoro nel settore della cultura. Dunque la notizia del piano di assunzioni da 2.700 posti al Ministero della Cultura è stata accolta con grande interesse. L’articolo ha illustrato numeri, modalità e prospettive del piano di assunzioni. Il tema ha toccato un nervo scoperto del sistema culturale italiano.
Un editoriale di Federico Giannini, estremamente divisivo, che ha stroncato il programma su Van Gogh di Alberto Angela attraverso una provocazione (meglio i reality dell’ennesimo romanzo televisivo della vita di Van Gogh) e ha dunque implicitamente ragionato sul rapporto tra divulgazione televisiva e rigore storico-artistico. Il caso del Van Gogh raccontato da Alberto Angela ha acceso un confronto sul modo in cui l’arte viene comunicata al grande pubblico con centinaia di commenti tra sito di Finestre sull’Arte e social. Le reazioni dei lettori hanno mostrato quanto l’argomento sia sentito.
La presenza del Castello di Sammezzano nella serie televisiva su Sandokan di Rai Uno ha riacceso i riflettori su uno dei luoghi più affascinanti e dimenticati d’Italia. L’articolo di Noemi Capoccia ha accennato agli sviluppi recenti delle vicende del castello, con il progetto di recupero promosso dalla famiglia Moretti, sottolineando l’importanza della visibilità mediatica. Un caso emblematico di riscoperta attraverso la fiction.
La recensione di Federico Giannini della mostra più attesa dell’anno, Caravaggio 2025, conquista il primo posto. Un articolo che ha fatto discutere per la stroncatura della mostra e anche per le fotografie della folla ammassata davanti ai capolavori dell’artista. Il grande successo della mostra ha confermato il ruolo centrale di Caravaggio nel panorama culturale, e quello dell’articolo ha invece confermato l’interesse del pubblico per una critica argomentata e che non fa sconti.
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