Firenze, la Collezione Casamonti apre le porte del secondo Novecento: dagli anni Sessanta agli inizi del XXI secolo


Dal 26 maggio, la Collezione Casamonti di Firenze si rinnova e mostra al pubblico le opere dei protagonisti del secondo Novecento.

Dal 26 maggio, la Collezione Casamonti, allestita a Firenze nel piano nobile dello storico Palazzo Bartolini Salimbeni, si rinnova: come già annunciato lo scorso anno, quando il collezionista Roberto Casamonti aveva aperto al pubblico la propria collezione raccolta in quarant’anni di lavoro e ricerche, arriva il rinnovamento programmato che apre ai visitatori le porte del secondo Novecento. Se dunque nel primo anno d’apertura Casamonti aveva mostrato le opere della prima metà del secolo, adesso arrivano le opere dagli anni Sessanta all’inizio degli anni Duemila.

Gli artisti vengono presentati per movimenti: si inizia con l’Arte Povera da Giuseppe Penone, Mario Ceroli, Gilberto Zorio, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Piero Gilardi, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari fino ad arrivare a Pino Pascali. Mentre Biasi, Colombo e Bury, testimoniano l’Arte Cinetica o Programmata. Vincenzo Agnetti e Giulio Paolini, l’Arte Concettuale. Per il Nouveau Réalisme la scelta è caduta su Cesar, Arman, Daniel Spoerri, Yves Klein, Raymond Hains, Christo, mentre Nam June Paik e Chiari testimoniano il movimento Fluxus. Poi la cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo con Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Cesare Tacchi, Renato Mambor e Sergio Lombardo; la Land Art con Richard Long e Christo; il New Dada con Robert Rauschenberg e Jim Dine. Gilbert&George, Ontani, Marina Abramović, Vanessa Beecroft interpretano la Body Art, opere affiancate dal video di Bill Viola; mentre in riferimento alla Pop e Graffiti Art sono presenti Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. Il movimento della Transavanguardia è documentato da Paladino, Clemente, De Maria e Chia. Ci sono poi altri grandi interpreti del secondo Novecento: Fausto Melotti, Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Tancredi Parmiggiani, Maurizio Cattelan, Emilio Isgrò. Tra i grandi dell’arte internazionale ricordiamo opere di: Joan Miró, Antoni Tàpies, Günther Uecker, Anselm Kiefer, Anish Kapoor, Tony Cragg.

Roberto Casamonti, nel proporre questa sua seconda finestra sull’arte, così come è stato per la prima parte, non si è posto un obiettivo museale, di precisa e completa documentazione storico-artistica, obiettivo per altro impossibile. Ha scelto, selezionato, individuato, artisti e opere di suo personale interesse. E ad essere qui proposta è una sorta di storia dell’arte del secondo Novecento “secondo Casamonti”, in cui il collezionista racconta i suoi personali gusti e valori: così, nel racconto di mezzo secolo d’arte, la collezione riconduce il pubblico a visioni e passioni, storie e amicizie che hanno tracciato la lunga storia del gallerista e del collezionista. L’auspicio di Roberto Casamonti è che il successo ottenuto con la prima parte della Collezione-incentrata sulla linea evolutiva del Novecento che dal figurativo arriva al linguaggio astratto- possa continuare anche per questa seconda sezione, in cui si analizzano i profondi cambiamenti dell’arte contemporanea e i suoi esiti di stampo concettuale.

La Collezione Casamonti apre dal mercoledì alla domenica dalle 11:30 alle 19. Per informazioni è possibile telefonare allo 055 602030, inviare una mail a prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com o info@collezionerobertocasamonti.com, oppure visitare il sito www.collezionerobertocasamonti.com.

Nella foto: Palazzo Bartolini Salimbeni, sede della Collezione Casamonti

Firenze, la Collezione Casamonti apre le porte del secondo Novecento: dagli anni Sessanta agli inizi del XXI secolo
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