A Roma una mostra sul ruolo dell'uomo contemporaneo nella società


La Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita fino al 14 novembre 2021 la mostra Ciao maschio: oltre cento opere per descrivere il ruolo dell’uomo contemporaneo nella società. 

Fino al 14 novembre 2021 la Galleria d’Arte Moderna di Roma presenta la mostra Ciao maschio. Volto, potere e identità dell’uomo contemporaneo, a cura di Arianna Angelelli e Claudio Crescentini. Esposte oltre cento opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia, film d’arte e sperimentali, video, video-performance e installazioni, di cui molte mai esposte prima o non esposte da molto tempo, provenienti in parte dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline (Galleria d’Arte Moderna, Museo di Roma a Palazzo Braschi, collezione d’arte contemporanea di Sovrintendenza al MACRO, CRDAV Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive), oltre che dal MAXXI, dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, da UniCredit SpA, da Fondazioni e archivi d’artista, da altre istituzioni pubbliche e private, con l’intento di descrivere l’evoluzione della rappresentazione e del ruolo dell’uomo contemporaneo nella società e di raccontare l’influenza che questi cambiamenti hanno avuto sulle arti, soprattutto dalla seconda metà degli anni Sessanta fino al presente. 

La mostra si sviluppa per temi, che delineano attraverso l’arte il volto, il potere e l’identità maschile nel loro divenire sociale e politico, dalla fine dell’Ottocento fino oggi. Il titolo rimanda al film di Marco Ferreri del 1978, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 31º Festival di Cannes, in una sorta di omaggio al regista italiano.  

La rassegna parte da un’installazione urbana site specific della street artist Pax Paloscia intitolata Contemporary Gods, realizzata su uno dei temi principali della sua ricerca iconografica, l’adolescenza maschile intesa come fase di passaggio e di transizione, caratterizzata da intensi cambiamenti psicofisici e fisici. Tele dipinte e fotografie che s’incontrano e si scontrano con la fisicità femminile, rappresentata dalla scultura di Marino Marini Bagnante (1934).

Un’intera sala è occupata da un’installazione di opere, Il volto del potere: una carrellata di volti e di corpi maschili sul potere. Un focus è dedicato a Il volto del terrore, con i ritratti ufficiali di tre dittatori (Hitler, Mussolini, Stalin), simboli emblematici del terrore del Novecento e della violenza sui popoli. Un’altra sezione è dedicata all’Identità maschile, partendo dalla millenaria cultura che spesso ha inciso sull’educazione e che l’arte ha rappresentato con opere sulla guerra e sulla violenza dell’uomo sull’uomo, sulla famiglia intesa nelle diverse forme e possibilità e sul tema della bellezza e dell’autocoscienza del sé. Una sezione è dedicata a Culto del corpo ed etica dello sport. E nella sezione Uomini visti da donne, lo sguardo sull’uomo contemporaneo si compie attraverso l’obiettivo di fotografe e lo sguardo di artiste italiane del secondo Novecento. 

La mostra si conclude con un’altra installazione urbana, Till Death Tears Us Apart (2017), di Mark Jenkins, realizzata in collaborazione con Wunderkammern Gallery. Drammatica e destabilizzante, la mostra è anche coinvolgente e surreale nella sua struttura iper-realistica, soprattutto perché inserita in uno spazio museale, fuori da un classico luogo di vita quotidiano.

In mostra anche una rassegna di film d’arte intitolata Un supermaschio, realizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, in collaborazione con il CSC - Archivio Nazionale Cinema Impresa, curata da Annamaria Licciardello (Cineteca Nazionale), e dedicata al cinema sperimentale italiano degli anni Sessanta-Settanta, attraverso cui s’indaga il “super-Io” filmico maschile di questo periodo.

Gli artisti coinvolti sono, tra gli altri, Claudio Abate, Valerio Adami, Giacomo Balla, Gianfranco Baruchello, Felice Carena, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Gino De Dominicis, Giorgio de Chirico, Agnese De Donato, Willem De Kooning, Guerrila Girls, Alberto Grifi, Renato Guttuso, Mark Jenkins, Carlo Levi, Sergio Lombardo, Urs Luthi, Renato Mambor, Ugo Nespolo, Luigi Ontani, Pax Paloscia, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Anders Petersen, Fausto Pirandello, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter, Giulio Aristide Sartorio, Mario Schifano, Gino Severini, Francesco Vezzoli, Andy Warhol. 

La mostra è promossa da Roma Culture e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. 

Per info: galleriaartemodernaroma.it 

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18.30. Chiuso il lunedì.

Immagine: Felice Carena, La pergola, dettaglio (1929; Roma, Galleria d’Arte Moderna)

A Roma una mostra sul ruolo dell'uomo contemporaneo nella società
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